In volo

La signora non si presentava mai di persona, i nostri incontri erano sempre strettamente privati, nessuno ci ha mai viste insieme, e neanche questa volta.
Quel giorno, come scesi dalla metro, misi la mano nella tasca e notai subito che c’era un biglietto e lo lessi “Venerdì fuori dal tuo ufficio ci sarà la solita macchina ad aspettarti, non so quali siano i tuoi orari quindi arriverà per le 8 e ti aspetterà finche non uscirai. Se decidi di raggiungermi sali, altrimenti ringrazia e continua per la tua strada. Ricordati che se vuoi raggiungermi prima uscirai dall’ufficio e prima sarò tua. G.”.
Quel giorno in ufficio tutti notarono la mia stranezza, io non riuscivo a pensare ad altro, continuavo a ripetermi le sue parole e speravo che venerdì arrivasse presto.
Nel pomeriggio, prima di uscire, decisi di passare nell’ufficio del personale e chiedere per venerdì di poter uscire alle ore 10:30, prima non potevo perché avevamo una riunione. Accettarono la mia richiesta e quindi andai a casa felice, consapevole che il giorno dopo avrei rincontrato la donna dei miei sogni.
E’ venerdì.
Arrivo davanti all’ufficio e noto subito che la macchina è già li posteggiata ad aspettarmi.
Inizia la riunione e io intanto viaggio con la mente, era palese a tutti che io quel giorno fossi assente con la testa, ma non mi importava, mi immaginavo già la sua lingua sulla mia patata e iniziavo a bagnarmi. Chiesi quindi di andare in bagno, e mentre uscivo dalla sala riunioni, guardando fuori vidi la macchina sempre li. Entrata in bagno non ho potuto fare altre che aprire la mia borsa e tirare fuori la mia pallina per potermela passare sulla patata ormai fradicia di umori. Non ci misi tanto a raggiungere l’orgasmo, perché mentre mi masturbavo pensavo a lei e cosa mi avrebbe fatto. Mi rimetto a posto e torno in sala riunioni.
La riunione finì mezz’ora prima e il mio capo sapendo del permesso che avevo chiesto e vedendomi strana si avvicinò e mi disse “La vedo molto strana e so che oggi ha chiesto di uscire prima, per me può andare”…non potevo crederci, corsi a prendere tutta la mia roba e scesi velocemente in cortile.
Mi avvicinai piano piano alla macchina e salii, quella volta non avevo più dubbi su cosa avrei voluto fare.
Una volta salita, l’autista sorridendomi mi passò un pacchetto e poi partì.
Lo scartai subito e la prima cosa che trovai
fu uno dei suoi biglietti con scritto: “Questa volta per arrivare a me ci vorrà più tempo, ma sono certa che non te ne pentirai. Andrai nella stessa camera d’albergo dell’altra volta e ci saranno tutte le nuove istruzioni. Intanto inizio a lasciarti un assaggio…Spero di vederti arrivare…G.”…insieme al biglietto c’era una scatolina…avevo paura ad aprirla perché pensavo che l’autista potesse vedere anche lui il contenuto, ma la curiosità era troppa per non aprirlo. Una volta aperto c’era un perizoma…lo riconobbi subito, era lo stesso che indossava quella notte alla villa. Lo guardai bene e vidi che infilato in mezzo c’era un altro biglietto: “Tornerai nell’albergo dell’altra volta, e ci saranno le nuove istruzioni. G.”
Fino all’albergo pensai che la prima cosa che dovevo fare appena l’avrei rivista era chiederla il nome, dovevo saperlo per forza.
Arrivata in camera, trovai come l’altra volta il biglietto sul letto: “Anche questa volta ai tuoi vestiti ho pensato io, indossa ciò che preferisci, poi prendi la valigia e torna in macchina. Spero tu non soffra l’aereo…G.”.
Feci tutto con una velocità che mi sorprese, arrivata in macchina si partì.
Pensavo a dove potessimo andare in aereo, ma mi fidai di lei e rimasi tranquilla.
Nonostante i vetri oscurati per non vedere fuori, notai dalla strada che non era la stessa dell’altra volta.
Arrivati l’autista si fermò, mi scaricò il bagaglio e mi accompagnò vicino ad un aereo privato e mi disse: “Salga pure signorina, sarò sempre io l’autista”.
Una volta sopra non sapevo bene cosa fare, ma ad un certo punto spunto lei, era bella come il sole…indossava una canotta trasparente che faceva risaltare le sue enormi tette senza reggiseno ma talmente sode da rimanere su da sole, una gonna corta con le autoreggenti che sbucavano e dei tacchi vertiginosi.
Mi venne incontro e iniziò a baciarmi, senza darmi il tempo di dire niente, ma io non mi opposi, la lasciai fare.
Poi il pilota ci comunicò che si decollava e quindi ci sedemmo per metterci in sicurezza, davanti a noi c’era una bottiglia di champagne in un vaso di ghiaccio e due calici. Una volta in quota lei riempì i bicchieri e brindammo.
Poi ricominciò a toccarmi, a baciarmi…non capivo più niente…mi spogliò fino a lasciarmi nuda.
Vidi che prese del ghiaccio e me lo fece scivolare sul seno, i capezzoli si indurirono subito e lei iniziò a giocarci…poi fece scivolare il ghiaccio fino alla mia patata che ormai era bagnatissima e caldissima…iniziò a leccarmi anche li, mentre con un cubetto di ghiaccio per mano, continuò a massaggiarmi i capezzoli…l’eccitazione era alle stelle.
Quando raggiunsi l’orgasmo, si alzò e mi allungò un pacchetto e mi disse di aprirlo.
Dentro era pieno di giochi, i nostri giochi…e c’erano anche della panna e della cioccolata. Capii subito cosa mi aspettava.
Mi tirò indietro il sedile e mi fece coricare a pancia in su….poi prese le manette e mi legò prima le mani e poi i piedi…prese la panna e iniziò a spruzzarmela intorno ai capezzoli e poi sulla mia patata.
Poi iniziò a leccarmi le tette, mentre con la sua mano mi passava il ghiaccio sulla patata e in mezzo alle chiappe…godevo tantissimo, ma essendo legata non potevo muovermi…mi stava facendo impazzire.
Passò a leccarmi la figa, avevo le contrazioni da godimento ma lei non si fermò…continuava a ciucciarmi la patata come le fosse stata un aspirapolvere…poi allungò la mano e prese un vibratore.
Lo infilo sotto di me e iniziò a infilarmelo nel culo, ormai era dentro e avendo il sedile sotto non poteva più uscire.
Ne prese quindi un altro e me lo appoggiò sulla patata, i miei umori ormai colavano come un fiume e lei non ne faceva cadere neanche una goccia.
Una volta stremata dal godimento, mi slegò.
Tocco e lei…che però la legai a pecorina.
Poi presi il ghiaccio e glielo feci scivolare giù per la schiena fino ad arrivare al suo buco, così candido.
Poi infilai la testa sotto e iniziai a leccarle la patata, anche la sua era piena di umori.
Le strizzai quei capezzoli, così duri dal piacere che non fu difficile trovarli.
Presi un vibratore doppio e glielo infilai sia nel culo che nella patata, anche lei aveva le contrazioni da godimento…mi misi sotto di lei che fece colare tutto il suo piacere nella mia bocca.
Poi la slegai e la girai…prendemmo un dildo lungo di gomma e lo infilai prima a lei e poi a me che era seduta a cavalcioni sopra.
Facemmo l’amore per un po’ continuando a non staccarci mai dai nostri seni. Poi allungai la mano e presi la mia pallina vibrante e gliela appoggiai sul clitoride…iniziò ad urlare dal piacere…
Poi il pilota ci comunicò che si doveva atterrare e quindi ci rimettemmo a posto.
Si atterra

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