Inaspettatamente

Eravamo lì come sempre, dopo aver fatto del sano e buon sesso, eravamo sdraiate e abbracciate sul lettone di casa sua, Monica mi baciava delicatamente il collo mentre io accarezzavo il profilo del suo viso marcato e recentemente abbronzato da una settimana cubana. Regnava nella camera un insoolito silenzio smorzato solo dai rumori dei suoi baci, poi improvvisamente mi chiese “hai rapporti anali con tuo marito?”, ero imbarazzata e disorientata, in sei mesi di stretto rapporto non mi aveva mai fatto una domanda così intima, mi chiedevo tra me e me cosa volesse sapere esattamente “abbastanza!” risposi sussurrandole all’orecchio, lei ascoltando la mia affermazione, continuava determinata nel baciarmi il collo, ben presto la sua lingua cominciava a scivolare sui miei capezzoli fino a morderli e succhiarli come nessuno sa fare bene quanto lei.
Nonostante il recente orgasmo era evidentemente ancora eccitata e stimolata dalla mia risposta, Monica conosce bene le mie zone erogene e sa bene dove affondare le sue mani e la sua bocca per risvegliare la mia sete di sesso, nonostante era più di un’ora e mezza che giocavamo insieme a regalarci piaceri erotici. osservavo il suo fisico statuario, scolpito da anni di palestra, così abbronzato e lucido di olio, la rendeva irresistibile, era una delle tantissime situazione dove mi sentivo innamorata di lei e mi sentivo lesbica, dimenticando di essere una moglie ormai decennale..
Lei in ginocchio, io sdraiata a pancia in su, un timido sorriso per entrambe e l’intesa che tutto sta per ricominciare, lei mi afferra dolcemente la caviglia portandosi il piede alla bocca, ci siamo, piccoli dolci morsetti e i succhiotti all’alluce del mio piedino mi inviano forti segnali di eccitazione, “mmhhh” gemito di piacere, adoro guardarla quando entra in trans baciando il mio corpo.
“lo sai che ti amo vero?” mi dice ironicamente ma con la consapevolezza che molto di vero c’è, non rispondo ma un bacino via aerea è il mio messaggio di approvazione. mi alzo anch’io in ginocchio e difronte a lei, ci abbracciamo mentre le mani cercano le passerine alla ricerca di una masturbazione manuale, Moni afferra il mio gluteo destro, strizzandolo energicamente e poi divaricando la rosella del mio culetto, con il dito medio l’accarezza intensamente facendo pressione come per penetrarmi “cosa fai porcellina!” esclamo preoccupata, “fammi giocare un pochino” mi risponde con tenero tono vocale, segno che la sua astuzia di conquistatrice non svanirà mai.
Mi fa cenno e mi invita a sdraiarmi a pancia in giù, comincia a baciarmi lungo la schiena, altro segnale del suo volere di dominatrice consapevole che ciò mi piace enormemente, i brividi mi percorrono ovunque, sollevo leggermente il mio sederino per agevolare il passaggio della sua lingua bagnata di saliva dentro le mie natiche, “mamma mia” sussurro soffocata dal cuscino, non c’è che dire, Monica è un’artista dell’orale, poi “stai così” mi chiede, tutto si ferma ma non controllo, resto con la mia faccina al buio tra i guanciali, “bbrrrrr” l’olio ormai freddo gocciola su di me, sento lei ravanare nel comò, “arrivo cucciola” mi rassicura!
Torna finalmente da me, mi rilasso sentendo le sue mani che mi spalmano l’olio sulla schiena, i glutei, le gambe e piedi, che bello! Sento lo strap-on che ci siamo regalate insieme sabato scorso, sfregare tra le mie chiappe, farsi strada facilamente con tutto quell’unto.
Ci sono adesso, realizzo tutto e capisco che cerca un rapporto estremo con il mio secondo canale, penso in 2 secondi, mi convinco, ok mi dico, sono pronta a farlo per lei, capisco solo oggi che è un suo cruccio e chissà da quanto, mi giro cercando il suo sguardo, lei evita imbarazzata l’incontro di occhi, ma io sono determinata, “pianino però”.
Monica abbandona per un momento l’atto sessuale per fare spazio a un abbraccio e un bacio quasi a ringraziarmi e che accolgo volentieri, “ti adoro sempre di più” mi dice, “facciamo tutto amore, poi vedremo” le rispondo con cuore e decisione, mi inchino sulle ginocchia, giù la testa, sono a novanta gradi, “stupenda” esclama sottovoce, il fallo si appoggia sul mio buchino, inizia una lenta ma costante pressione, “si, brava gioia, pianino così lo prendo tutto”, uno, due, tre centimetri poi “aspetta un attimo” la supplico, il mio respiro è affannoso, mi piace anche se ho paura ma sono senza dolore, lei mi afferra i fianchi, mi tira cercando una decisa penetrazione, mi rilasso e così il mio buco, “ok scopami, inc….i” so di eccitarla con le parole pesanti, spingo anch’io a colpi con il mio corpo contro il suo, avnti indietro, “ti piace porca? ti piace vedermi che lo prendo dietro vero!” Monica “c..zo quanto godo, sei una t…a, lesbica” mi insulta..”siiiiii dai, ancora un pò” rispondo..
E’ una situazione al limite dell’insopportabile per me, sento dolore adesso ma godo da impazzire, un dito dentro la passera, uno mi sfrega il clitoride, 10 secondi e “vengo vengo ancora, Moni”, il mio orgasmo giunge inesorabile “haaaa, haaaa, haaaa, basta, basta, fa male” la supplico, ma lei insiste egoisticamente con forti colpi mi sbatte contro i cuscini, “basta”, un colpo lento ma deciso e sfuggo via dalla sua irruenza, sono libera “sei matta?”, Monica scosta il fallo, si infilala il dito medio dentro, si sdraia su di me, si masturba impazzita, infila la lingua dentro la mia passera, mi da fastidio, ma l’assecondo, anzi comprimo la sua testa contro di me in segno di piacere, “haaaa, ecco ecco”, sta venendo la mia lesbica, “dai vieni su di me maialina” le chiedo, mentre mi sento la passerina e il culetto in fiamme..una breve sosta e un’ultima mezz’oretta scarsa di coccole e il tempo tiranno dice stop alla giornata, devo tornare insospettabilemete a casa, strappandole la promessa di un prossimo incontro erotico, dedicato al gioco del ghiaccio..baci a tutte le donne e in particolare a Monica con dedica ( ammetto, un pò ti amo)..

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