La trans mi scopa la figa

Sono Laura, 30 anni, altezza 170 centimetri, terza di seno, capelli corti castani, fisico normale, insomma non sono una strafica ma non passo inosservata, sposata con Mauro, coetaneo che si è già afflosciato sessualmente o forse si è fatto l’amichetta. Comunque non resto con le mani in mano e se mi capita l’occasione giusta non mi tiro certo indietro, è già successo e succederà ancora. Tutte le mattine prima di andare in ufficio faccio colazione sempre al solito bar, caffè e cornetto e la battuta scema del barista che vorrebbe scoparmi, ma con lui non ci penso proprio, vedo diversi maschi interessanti ma non è mai successo nulla con questi avventori mattutini forse ancora persi nei loro pensieri, da un po’ di tempo però avevo notato una donna mora un po’ più bassa di me con due belle tette e le gambe sempre in mostra sotto a vestitini ridotti o minigonne quasi a livello inguinale, due labbra carnose sempre cariche di rossetto rosso fuoco e uno sguardo malizioso, anche con lei il barista ci provava come un disperato ma ugualmente cadeva in bianco, una mattina dopo le solite battutine del barista ci siamo ritrovate con le tazze e i piattini in mano alla ricerca di un posto dove sedersi e gustare la colazione in pace, era rimasto libero un solo tavolino, ci siamo guardate in faccia e con un sorriso ci siamo sedute insieme a quel punto mi ha preceduto e mi ha rivolto la parola e ci siamo presentate, lei si chiama Rossella. Una stretta di mano, un sorriso e abbiamo iniziato a fare colazione, ho finito prima di lei, mi sono alzata e nel salutarla lei mi ha detto che mi avrebbe aspettato la mattina seguente. Il mattino successivo mentre mi recavo al bar ripensavo a quella mora della mattina precedente, entrando nel bar l’ho vista subito seduta ad un tavolino con il suo cappuccino e un cornetto, mi ha fatto cenno con una mano di avvicinarmi e quindi mi ha detto di sedermi, aveva già ordinato il caffè e il cornetto per me, sono rimasta sorpresa e mentre le dicevo che non doveva disturbarsi lei mi ha preso una mano e abbiamo fatto colazione, ci siamo alzate insieme e io volevo pagare ma lei aveva già pagato prima, siamo uscite insieme e ho scoperto che dovevamo fare un tratto di strada insieme, abbiamo iniziato a parlare mi ha chiesto se ero sposata se avevo figli cosa facevo, le mie risposte uscivano dalle mie labbra automaticamente come se parlassi con una vecchia amica. Lei disse che era una fisioterapista, che aveva lo studio qui vicino e che se avessi avuto bisogno di un buon massaggio l’avrei avuto gratis. Mi lascia il suo biglietto da visita e mi disse che mi avrebbe aspettato. E’ entrata nel palazzo, sono rimasta un po’ imbambolata a guardare quel portone che si chiudeva, ho guardato il suo biglietto da visita, c’era l’indirizzo e il numero di telefono, alla fine sono riuscita ad andare al mio ufficio. Mentre ero impegnata nel lavoro ho preso il cellulare per chiamarla, alla fine dopo molti tentennamenti ho composto quel numero, tre, quattro, cinque, sei squilli nessuna risposta, ho chiuso la chiamata e ho posato il tutto sulla scrivania, ho continuato a lavorare senza pensare più a Rossella né a richiamarla, sarà passata circa un’ora quando il cellulare ha squillato, ho guardato il display il numero che compariva non era tra i numeri memorizzati, però quel numero mi sembrava familiare, l’occhio mi è caduto sul biglietto di Rossella, era lei che mi chiamava, ho risposto e lei insisteva che io andassi da lei io che titubavo, insomma alla fine mi ha convinto o forse ho lasciato che mi convincesse, fatto è che siamo rimaste d’accordo che quando uscivo dall’ufficio sarei andata al suo studio per un massaggio rilassante, chiusa la telefonata ho mandato un messaggio a mio marito dicendo che mi sarei incontrata con un paio di amiche per quattro chiacchiere e un aperitivo. Finalmente alle 18.00 hochiuso il pc, salutato i colleghi e via di volata verso l’indirizzo che leggevo sul biglietto, arrivata davanti al portone cerco il pulsante del citofono corrispondente e suono, pochi istanti e sento la sua voce, entro, ascensore, terzo piano, mi guardo intorno, sulle porte nessuna indicazione di uno studio fisioterapico ma lei appare da dietro un portoncino e mi invita ad entrare, senza darmi il tempo di dire nulla mi abbraccia e mi bacia sulle guance come se fossimo vecchie amiche e mi invita ad accomodarmi, entriamo in un salottino e mi siedo su un divanetto, solo allora mi accorgo che lei non è vestita come lo era la mattina e nemmeno con un camice bianco professionale, indossava una vestaglia da camera molto elegante e ai piedi due pantofoline in raso rosa con il fiocco. Si è recata in un altro locale mentre io mi guardavo intorno e pensavo che se quella era la sala di attesa era un po’ strana, non c’erano giornali sul tavolino, niente quadri alle pareti ma due poster attaccati con il nastro adesivo, su uno c’era la pop star Madonna, l’altro non capivo cosa rappresentava, nel mentre è tornata Rossella con due bicchieri in mano me ne porge uno e si siede vicino a me su divano, propone un brindisi alla nostra amicizia, l’occhio mi cade sulle sue gambe che sbucavano fuori dalla vestaglia erano fasciate da calze di seta nere e trattenute da un reggicalze che intravedevo. Siamo entrate nella stanza accanto e mi accorgo che era una camera da letto con un normalissimo letto di tipo matrimoniale, lei mi dice di spogliarmi ed esce per lasciarmi sola, penso che forse dopo andremo in un altra stanza con un lettino per il massaggio, inizio a spogliarmi e poggio i miei vestiti su una poltrona rimanendo con mutandine e reggiseno, non avevo mai fatto un massaggio prima ma avevo sentito dire che veniva fornito una mutandina di carta per coprirsi degli asciugamani e anche delle ciabattine di gomma ma li non vedevo nulla di tutto questo, mentre pensavo tutto ciò è tornata Rossella. Mi sono decisa e ho tolto pure reggiseno e mutandine restando completamente nuda davanti a Rossella che mi prende per un braccio e mi porta vicino al letto e con una leggera spinta mi ci fa cadere sopra. Mi sono girata e le sue mani hanno iniziato a scorrere sulle mie spalle, sulla schiena, salivano e scendevano, poi è scesa sulle natiche e sulle gambe fino giù ai piedi per risalire nuovamente ai glutei e li si è soffermata più a lungo carezzando anche l’interno coscia, stava carezzando più intensamente e sentivo dei brividi lungo la schiena, poi le sue dita si sono intrufolate in mezzo alle mie cosce a cercare la mia fichetta che si stava inesorabilmente bagnando. Le sue dita erano penetrate dentro di me, ero già sul punto di godere, anzi stavo godendo sotto il tocco delle sue dita e le sue parole mi giungevano ovattate e mentre stavo ancora godendo con le sue dita dentro di me ho voltato la testa verso di lei, la vestaglia era aperta e intravedevo le sue tette più grandi delle mie e poi in basso qualcosa che pendeva in mezzo alle gambe. Era un cazzo quello che vedevo, lei deve aver notato il mio sguardo perplesso e staccando le sue dita dalla mia fica si è sfilata la vestaglia rimanendo nuda con solo calze e reggicalze, due capezzoli scuri e grandi al centro delle tette, un fisico asciutto che sembrava scolpito, due gambe dritte come fusi e al centro delle gambe un cazzo non ancora completamente eretto ma già di dimensioni notevoli. Avvicinandosi me lo ha infilato in bocca invitandomi a succhiare per farlo diventare duro, ho iniziato a succhiare quel cazzo come fosse la cosa più importante della mia vita, man mano che succhiavo diventava più duro e più grosso, alla fine mi sono travata tra le mani un cazzo di almeno 23 centimetri di lunghezza e anche di un certo spessore con due palle belle gonfie di sperma e completamente depilato, a quel punto Rossella ha deciso che era ora di passare ad altro me lo ha sfilato dalla bocca mi ha fatta sdraiare sul letto ha sollevato le mie gambe sulle sue spalle e ha puntato la cappella sulle labbra della mia fica che non vedeva l’ora di risucchiarlo tutto dentro, ero in trance volevo quel cazzone dentro di me e sentire che mi riempiva tutta ma lei giocherellava con la cappella appoggiandola sulle grandi labbra facendola scivolare sopra e sotto mentre io smaniavo. Una spinta e la cappella è scivolata dentro facendosi sentire, poi lentamente ha continuato a spingere centimetro dopo centimetro lo ha infilato tutto fino a sentire le sue palle che toccavano il mio culo, di cazzo ne ho presi diversi ma piena come in questo caso non mi era mai capitato, sentivo la mia fica tutta tesa per accogliere quel cazzone grosso, mi stavo abituando a quella grossa intrusione quando mi sono accorta che lei si è sdraiata sopra di me, le mie gambe erano ripiegate sopra le mie spalle e le su tette poggiavano sopra le mie, mamma mia che sensazione. Pochi istanti di tregua e Rossella ha iniziato a scoparmi lentamente avanti e indietro sempre lentamente, quando si tirava indietro mi sembrava che mi svuotasse e quando rientrava mi riempiva nuovamente come se non potesse entrare null’altro, non so quanto è durato ma ad un certo punto ho avuto un orgasmo lungo e travolgente sentivo i miei umori che scivolavano su quel cazzone che continuava a pomparmi e andavano a bagnare l’interno delle mie cosce e senza dubbio anche le sue palle, ero senza fiato e spossata come se avessi scalato una montagna, non sapevo da quanto tempo mi stava scopando né quanto poteva durare ancora visto che continuava imperterrita a pomparmi con quel movimento lento, ad un certo momento ho percepito una voce ma non capivo bene cosa stesse dicendo poi sono riuscita a scuotermi e ho sentito lei dirmi che voleva godere. Iniziò ad aumentare il ritmo dell’andirivieni, ora il cazzo scivolava benissimo dentro la mia fica, lo tirava tutto fuori e lo rimetteva dentro senza difficoltà e aumentava il ritmo sempre più veloce sempre più veloce sempre più veloce, stavo nuovamente per godere e lei continuava a pomparmi come se niente fosse, ho raggiunto un altro orgasmo schizzando ancora i miei succhi in abbondanza, ero distrutta da quella scopata e lei continuava il suo lavoro come niente, finalmente ad un certo punto ha iniziato ad agitarsi di più in maniera scomposta stava per godere. Ha continuato a scoparmi sempre più veloce fino a quando si è bloccata con tutto il cazzo piantato dentro di me e ho sentito chiaramente il primo schizzo di sperma, forte, prepotente, e poi altri ancora mentre si contorceva e ogni colpo era uno schizzo.

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