L’inserviente

Avevamo appena accompagnato Mariella, la cugina di mia moglie, su al piano, la sua camera era in fondo al corridoio mentre la nostra stava di sotto. Non avevamo fatto in tempo a rientrare quella sera dopo il meeting ed eravamo rimasti a dormire in albergo, capitava a volte.
Lungo il corrridoio percepivo la tensione erotica che prendeva mia moglie Anna alla sola idea di poter finalmente mettere le mani sulla cugina. Da ragazze, avevano avuto uno scambio “particolare” una sera che era andata via la corrente. La cugina era una ragazza carina, capelli neri lisci corti, occhi verdi, bel fisico piuttosto procace. Mi aveva raccontato cento volte la scena: si erano strette l’una all’altra così, per caso, durante quel temporale e Mariella l’aveva improvvisamente baciata, infilandole la lingua in bocca.
Lei, d’istinto, aveva ricambiato infilandole la mano sotto la maglietta, accarezzandole il seno. Poi, era tornata la luce, e tutto era finito così, senza una parola sull’accaduto, senza che si ripetesse mai più. Ma quella sera per Anna erano cambiate parecchie cose nel modo di intendere il sesso.
Ognuna aveva poi avuto orientamenti sessuali verso l’altro sesso ma: “Io sono sicura che, sotto sotto è lesbica!” sibilava mia moglie ogni volta che ci pensava.
Perversa com’è, fantasticava su di lei, durante i nostri amplessi:” Ti faresti leccare le palle da Mariella mentre m’inculi?” era una delle sue fantasie preferite.
Davanti alla porta della camera d’albergo, Mariella, al solito, stava liquidando mia moglie: “Andrò a letto presto, sono stanca”
Furente, percorse a ritroso il corridoio e, quasi in lacrime mi domandava: “Ma sarò fuori di testa io a voler andare a letto con mia cugina?” Stavo per dirle che sì, non era tanto normale cercare di farsi la cugina, quando udimmo chiaramente bussare ad una porta. Per discrezione, facemmo per andar via ma, involontariamente, vedemmo l’inserviente dell’albergo davanti alla porta di Mariella. Appena la porta s’aprì, fu afferrato da lei che se lo tirò in camera.
“Puttana! Quello sì ed io no!”
“Ma saranno cavoli suoi Anna? Piantala e andiamo via” cercando di convincerla.
“Neanche per idea! Devo farmela stasera”.
Prima che potessi trattenerla, bussava già alla porta della cugina.
Ci mise un pò ad aprire, ovviamente.
Anna spalancò la porta non appena la povera Mariella ebbe aperto.
Quando arrivai all’altezza della porta aperta, la vidi al centro della camera della cugina a rimirare ad occhi spalancati il grosso cazzo teso dell’inserviente, mentre Mariella, non ancora riavutasi della sorpresa, era con la mano sulla maniglia.
Con prontezza, mia moglie s’inginocchiò prendendo in bocca quel grosso palo: “Anna! Ma che cazzo fai?” Stridula Mariella.
“Ehm… piacere, Marco” faceva il ragazzo.
Anna succhiava quella cappella enorme senza curarsi
di nulla, abbrancando le chiappe dell’inserviente.
Mariella s’avvicinò ai due e Marco le palpò le tette: “E dai che stasera ci divertiamo”. Non so cosa sia stato, se la rabbia per l’iniziativa di mia moglie, o il fatto che era rimasta eccitata, ma Mariella infilò la lingua in bocca al ragazzo. Io osservavo la scena divertito, non potei fare a meno di pensare che la zoccola di Anna ce l’aveva fatta alla fine: si sarebbe fatta la cugina.
Succhiava come se non avesse visto cazzo da mesi quella troia di mia moglie, mentre Marco, ormai sdraiatosi sul letto, leccava la fica di Mariella che si era messa a cavalcioni sulla sua faccia.
Mi spogliai anch’io, salì in piedi sul letto e, dopo tanti anni, realizzai ciò che mia moglie aveva fantasticato durante le nostre scopate: diedi il mio cazzo da succhiare a Mariella.
Mi faceva sentire molto la lingua, la cuginetta. Mi guardava negli occhi, arrapante quanto mai. Faceva scomparire il cazzo in fondo alla gola, guardandomi con quegli occhioni azzurri mentre lo tirava fuori pieno di saliva. Mi prendeva le palle con delicatezza, accarezzandole, ci sapeva fare la troietta.
Intanto Marco sborrava in gola ad Anna, la quale, senza mollare il cazzo, lo masturbava per mantenerlo in tiro.
Mariella si accarezzava le grosse tette, guardandomi con malizia: era una perfezionista del pompino.
Mi succhiava le palle continuando a masturbare il cazzo, poi stuzzicava il filetto con la sua linguetta aguzza.
Intanto Anna era salita a cavalcioni di Marco, infilandosi quell’enorme cazzo, simile più ad un avambraccio, nella fica: ”Ahh è enorme!” disse con voce gutturale che veniva dal profondo.
Afferrò le tettone di Mariella e cominciò a strizzarle, leccandola sul collo. Mariella socchiuse gli occhi dal piacere e rovesciò la testa all’indietro, continuando a masturbarmi dolcemente.
Anna cavalcava furiosamente, evidentemente la sua fica sfondata aveva fatto in fretta ad abituarsi all’intruso. Saltava sul cazzo di Marco aggrappata alle tettone della cugina: ”Sì sìììì aprimi la fica rompimi tutta!” gridava al ragazzo.
Intanto Mariella s’era alzata e, rivelando una natura tutt’altro che cheta, s’era inginocchiata alle sue spalle a leccarle il buco del culo, che galoppava felice sul cazzo.
Ovviamente ne approfittai per prenderla a 90. Glielo infilai fino in fondo e lei volle che la masturbassi in fica.
Venne quasi subito col ditalino e il cazzo dentro, la fica era una pozza fradicia. Io affondavo ammirando quel grande culo tondo che mi aveva fatto sempre sognare: era proprio come l’avevo immaginato, morbido e rotondo. Le allargavo le natiche, affondando le dita nella carne morbida:”Scopami cuginetto, scopami che ho voglia di cose zozze! Fammelo sentire sto cazzo” Lei era fidanzata con un tipo abbastanza squallido, chiaro che una situazione così trasgressiva la stuzzicava.
“Prendetela in due, voglio vedere una doppia” suggerì Mariella.
“Vieni amore mio, mettimelo nel culo” fece eco Anna.
Sfilai il cazzo dalla fica di Mariella a malincuore e inzuppato così com’era della stessa sbroda lo appoggiai sul buco del culo di Anna.
Una volta introdotta la cappella, non ebbi difficoltà ad arrivare in fondo: cacciò un urletto e pensai d’averle fatto male.
“Spingi, spingi e scopa!” e io che pensavo d’averle fatto male!
“Sfondami il culo tesoro mio!Riempitemi in due e sborrate dentro!”
La scopammo a lungo in due, ma di sborrare neanche a pensarci.
Dopo un po’ io e Marco ci scambiammo: io avevo fatto la strada, ma ad infilare il suo cazzo nel culo di Anna, lui ci mise un bel po’.
Anna attendeva l’introduzione limonando con me, facendomi dondolare le tette davanti al viso, e cercando di rimanere rilassata: piano piano riuscì a infilarglielo tutto dentro e solo dopo cominciò a scoparla.
Avercela di sopra e poterla guardare in faccia mentre quello se la inculava fu una delle sensazioni per me più incredibili: Anna era completamente fuori controllo. Per l’eccitazione si sarebbe fatta fare da chiunque in quel momento.
Le uscirono dalla bocca le cose più luride e mentre anch’io la scopavo le vedevo sul volto espressioni mai viste. Marco non resistette oltre, le sborrò in culo e uscì, mentre io la feci galoppare ancora un po’ e poi le venni sulle tette.
Esausta si accasciò sul letto.
Chiacchierammo una ventina di minuti ridendo e scherzando, poi Mariella che menava il cazzo di Marco già da un pò, volle la sua parte.
Gli salì sopra, a smorzacandela rovesciato.
Marco la teneva per le tette e noi guardavamo eccitati quella fica che si apriva sempre di più man mano che quel cazzo enorme entrava ed esciva. Lui le mungeva le tettone e pizzicava i capezzoli mentre lei gli accarezzava le palle che sembravano voler entrare dentro pure loro.
Anna non resistette oltre. S’avvicinò a loro e iniziò a baciare Mariella sulla bocca, a leccarle le tette. S’inginocchiò davanti alla fica aperta e prese a leccare le palle di Marco, la fica della cugina, a succhiarle il clitoride finchè iniziò a mugolare a voce alta:
”Che puttana! Che puttana che sono! Sono una zoccola!”. Anna afferrò le palle con una mano accarezzandole, mentre leccava tutto quel bendidio che colava giù.
“Succhiami i coglioni zoccola” disse Marco interrompendo quell’atmosfera così irreale. Anna, a cosce aperte si sditalinava mentre succhiava le palle di Marco che aveva ormai slabbrato la fica di Mariella: chissà cosa avrebbe raccontato al fidanzato.
“Voglio che mi scopate in due!” disse Mariella eccitatissima e si girò sul cazzo di Marco, porgendomi il culo.
Si infilò due o tre dita dentro per allargarlo meglio mentre io glielo insalivavo a dovere:”Salimi addosso, fammelo sentire tutto!”
Mi guidò il cazzo all’imboccatura del buco e lo appuntò dentro:”Ora spingi forte”
Non mi feci pregare e glielo piantai tutto dentro d’un colpo!
“Ahhh” urlò “Sbatti! Inculami! Aprimelo tutto!Rompimi il culo” non credevo alle mie orecchie.
Le afferrai le natiche con le mani, allargando leggermente il buco e iniziai a pompare fino alle palle. I gemiti che seguirono mi fecero capire che facevo bene, più che bene!
Il cazzo di Marco che la pompava da sotto e io che le allargavo il buco del culo: che esordio per la cuginetta!
La scopammo in due per un bel po’, poi volle farsi fare il culo da Marco.
Si sdraiò sul letto e disse a Marco:”Voglio provare il tuo nel culo adesso!” lui la inculò piano, con dolcezza.
Anna si tuffò sulla fichetta lasciata libera mettendosi a 69 su di lei: “Fammi venire con la lingua, fammi venire ti prego!” supplicava Mariella insaziabile.
Le due puttanelle si fecero sfondare il culo a turno fino alle 4 del mattino e poi, senza neanche fare la doccia, crollarono esauste e addormentate sul letto. Io mi addormentai fra di loro mentre il povero Marco dovette andare al lavoro, aveva il turno che iniziava.
Dormimmo fino a tardi e poi, dopo una brave incursione di Marco nella doccia, ci salutammo e rientrammo a casa.
Lo strano rapporto che si era instaurato fra le cugine, una volta a casa, faceva si che le due quasi non si scambiassero parola “fuori dal letto”, ma l’intesa era completa quando si trattava di far rizzare cazzi.
Tornammo spesso da Marco, il quale qualche volta ci presentò i suoi amici, gente “all’altezza”.
Il fidanzato di Mariella non ha mai notato niente di “diverso” negli orifizi della fidanzata. Ora si sono sposati, ma Mariella ogni tanto deve “partire per lavoro”

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