Mentre dormo

Mia moglie Anna aveva invitato a casa due uomini che aveva conosciuto in chat. Era ormai un paio di mesi che aveva questa passione per il mondo telematico. Parlava con moltissime persone, ma mi aveva detto che il suo desiderio era di incontrare questi due uomini in particolare, con cui condivideva la passione per il poker. In principio fui un pò turbato da questa sua notizia, invitare due estranei a casa poteva essere una cattiva idea. Tra l’altro Anna è anche una bella donna, con i capelli neri, un pò ondulati, e i tratti del viso vagamente orientali. Quando arrivò il giorno dell’incontro Anna si truccò e mise i suoi più bei vestiti, una camicia e una minigonna nera. Indossò il collier che le regalai io, e altri gioielli che amava particolarmente. Non la vedevo prepararsi in quel modo da molto tempo. Qualcuno suonò alla porta, sicuramente erano loro. Andai ad aprire, ci salutammo con una stretta di mano. Sembravano due persone semplici, Matteo e Julian. Il suono dei tacchi mi fece capire che anche Anna stava venendo a salutare gli ospiti.
– Ciao – disse, poi si lasciò baciare sulle guance. – Accomodatevi.
– Allora – disse Julian. – Questa partita a poker quando inizia?
– A momenti – rispose Anna. – Vado a prendere qualche liquore e torno immediatamente.
Anna sparì nella cucina, mentre io in totale imbarazzo non sapevo come comportarmi.
– Giocherai anche tu? – mi domandò Matteo.
– No, no. Sarei solo d’intralcio. Non ho mai saputo giocare a poker – risposi.
– Davvero non vuoi neanche provarci? – domandò Julian.
– No, no. Resterò con voi solo a bere un cicchetto.
Anna ritornò con delle bottiglie di alcolici, e le posò delicatamente sul tavolo del salone, dove poi invitò Julian e Matteo ad accomodarsi, e iniziare a mescolare le carte.
Il gioco procedeva alle lunghe, ormai era il terzo bicchierino di limoncello che bevevo. Matteo e Julian guardavano la mia Anna come se avessero voluto scoparsela. Ad un certo punto Anna si alzò dal tavolo, e si diresse verso il bagno. I suoi due sfidanti guardarono con ardore il suo bel culo, e le sue cosce scolpite, che in molti mi invidiavano. Poi mi allontanai anche io, andai in cucina a preparare qualcosa da mangiare, e sentii i loro discorsi:
– Certo che è proprio una porcona!
– Dai, fai silenzio che c’è il marito!
– Secondo me se ce la scopiamo neanche ci dice niente – aggiunse Matteo.
– Che intenzioni hai?
– Spero di chiavarmela.
Quando Anna ritornò al tavolo, anche io feci il mio ritorno. Ci mettemmo a sedere, quando Matteo ebbe un idea che a suo dire era geniale:
– Anna, che ne pensi di rendere questo gioco un pò più intrigante?
Mia moglie non capì, gli sorrise e gli chiese di spiegarsi meglio.
– Magari si potrebbe fare che chi perde una mano si toglie un indumento.
Sul viso di Anna apparve un’espressione di stupore. ero vagamente geloso, ma l’idea man mano che andava avanti mi iniziava ad intrigare.
– A te non dispiace, vero? – mi domandò Anna.
– No, figurati – le risposi. Mi avviai nella camera da letto, e cercai di pararmi dietro una colonna, per continuarli a guardare ma a loro insaputa.
Anna andava benissimo, alla fine Matteo e Julian rimasero in mutande. Poi toccò prima a Matteo togliersele, e il suo pene eretto schizzò fuori. Era enorme, e Anna non faceva altro che guardarlo. Poi anche Julian portò via le mutande, e anche il suo pene era durissimo. Anna era divertita da quella scena. Se vinceva ancora si sarebbe conclusa la partita con la sua totale vittoria, ma invece la volta successiva non andò bene.
– Adesso tocca a te – disse Matteo. – Dai, sfila la camicetta.
– E se invece della camicetta facessi a tutti e due un lavoretto con le mani?
– E se torna tuo marito? – domandò Julian preoccupato.
– Non credo che ritorni, penso sia andato a dormire – così Anna allungò le sue mani verso i loro arnesi duri. Iniziò a maneggiarli delicatamente, mentre sulle loro facce appariva un’espressione di massimo piacere.
Io da dietro la colonna cacciai fuori il mio arnese e iniziai a masturbarmi mentre la mia Anna giocava con quei due uomini. Le volte successive perse ogni indumento, fino a quando Anna fu costretta a togliere finalmente anche le mutandine nere.
– E adesso? – chiese.
– Adesso se perdi un’altra volta ti scopiamo, uno alla volta – rispose Matteo.
– Non ve la darò questa soddisfazione – disse Anna in aria di sfida.
Ma perse ancora, infilò le mani tra i capelli, quasi non ci credeva di aver perso. Intanto Matteo e Julian già si erano alzati, la presero delicatamente per un braccio.
– Dai, adesso paga il tuo pegno – disse Matteo portandola verso il divano.
– Sì, sì. Che credi, che non rispetto i patti?
– E allora sdraiati, che adesso ti scopo come una puttana – le ordinò.
In quel momento Julian si accorse di me, avevo appena finito di masturbarmi, e adesso mi guardavo quella scena. Anche Anna e Matteo si erano accorti di me.
– Amore, cosa stai facendo? – le domando, inscenando la parte di quello che è caduto dalle nuvole.
– Mica ti infastidisce se ce la scopiamo? Tanto si tratta solo di un pegno – disse Matteo che teneva ferma Anna per un braccio. Ma ancora non l’aveva penetrata. Aveva solo il suo arnese in direzione del suo culetto.
– Alla fine sei riuscito a scopartela – si congratulò Julian.
– Non c’erano dubbi – rispose Matteo penetrando delicatamente nella passera di Anna, che allargò la bocca come ad emettere un piccolo grido, che strozzò immediatamente sbarrando gli occhi. L’arnese di Matteo aveva iniziato a sbattere contro la vagina di Anna con un ritmo sempre più rapido. Entrambi ansimavano di un piacere intenso, fino a quando Matteo fece uscire il suo arnese, per far fare ingresso a Julian, che la baciò sulle labbra, e poi la penetrò a fondo. Anna vestita solo delle sue calze a rete si fece penetrare con grande ardore. Poi Julian decise di baciarle la passera, fece uscire il suo pene da lei e con la bocca raggiunse la sua passera. Sul viso di Anna notavo delle espressioni di piacere che non avevo mai visto prima. Il fatto che un estraneo le stesse leccando la passera la eccitava da morire. Anche essendo ben consapevole che io ero lì a guardare.
Nel frattempo Matteo le mise una mano dietro la nuca e le spinse la testa verso il suo cazzo, invitandola a prenderlo in bocca. Anna lo prese a leccare, spompinandolo come meglio poteva. La fermò e la tirò a se, la baciò, poi con la lingua iniziò a salire, arrivò al collo e mentre glielo leccava diresse nuovamente il cazzo in direzione della sua passera. Le pareti della fica si stavano dilatando per consentirgli di entrare, ma fu un attimo e gli scomparve dentro. Con un ritmo molto veloce entrava dentro di lui e poi subito usciva, e ad ogni colpo Anna emetteva un sussulto. Era incredibile vederla scopare dinanzi ai miei occhi, su quel nostro divano bianco. Si baciarono ancora, le loro lingue si incrociavano turbinosamente.
– Dai, prendilo in bocca che sto per sborrare – le disse. Anna non perse tempo, cinse il cazzo con le labbra e lo lasciò venire dentro la bocca, la spruzzò fino in gola mentre continuava a salire e scendere con le labbra. Ne spruzzò una quantità impressionante, lo sperma le uscì dai lati della bocca, lo fece scorrere sui seni. Sembrava non finire mai. Adesso toccava a Julian, che subito prese il posto di Matteo, baciando mia moglie, con la lingua, e toccandole le natiche e i fianchi. Poi si abbassò verso di lui porgendogli la bocca ed iniziò a baciargli il cazzo.
Poi ad un certo punto, Julian le chiese di mettersi a pecora, Anna ubbidì e poco dopo il cazzo durissimo iniziò a penetrarle il buchetto del suo bellissimo culo. Urlò dal dolore, si fermò un attimo, le diede il tempo di abituarsi, poi diede un lieve colpo ai suoi reni ed iniziò ad entrare. Dal gemito di Anna si capì che era entrato completamente. Iniziò a pomparla con forza per un bel pezzo, ormai il dolore era sparito. Poi lo riprese in bocca, fino a farlo venire, in una grande sborrata. Tutto il suo sperma finì sulla faccia di mia moglie, che rimase a leccare quel glande caldo, e la sborra, che continuava a venirne fuori. Io ero ancora lì che guardavo la scena. Poi i due uomini la abbracciarono contemporanemente, uno da dietro e uno davanti, i loro arnesi erano a contatto con la sua pelle. Lei pareva un pò seccata, perchè aveva perso la partita, però ci aveva guadagnato una grande scopata. Mi guardò con degli occhi di noia, però erano anche occhi di chi aveva appena scopato alla grande.

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