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Triangolo

Piccoli piaceri

In origine, detestavo i matrimoni.. Al mio avrei mandato volentieri un sostituto, una comparsa. Quando si ha una moglie con una famiglia così numerosa come la discendenza di Abramo però, è inevitabile. Te ne toccano almeno un paio l’anno. E via il pellegrinaggio di vestiti, coiffeur, scarpine, pelletterie e poi regali, liste nozze e lavaggi auto e inviti R.S.V.P. e dress code..
La fortuna di essere uomo è che nessuno ti vede se ti vesti in modo perfettamente invisibile. Ed ero diventato un esperto di mimetismo. Nelle foto di gruppo, nemmeno mi trovavano. Mia moglie invece.. A lei piaceva essere fra le protagoniste. Era una esibizionista nata, oltre che una dilapidatrice di capitali in acquisti all’insegna del “non ho niente da mettermi..”
Dunque odiavo la cerimonia e le lunghe code clacsonanti e come sempre accade nella mia vita quando qualcosa non mi piace e ci sono dentro per forza, devo trovare una giusta prospettiva per farmelo piacere..visto che sopportare sbuffando mi annoia più dei matrimoni..
Di necessità virtù allora, mi ritrovai ad accompagnare mia moglie nei suoi acquisti che feci diventare dei veri e propri riti preliminari.
A lei sembrava piacere il gioco che avevo ideato.. Cominciavamo con la scelta dei vestiti che solitamente sceglievo fra i più provocanti e finivamo con la lingerie e le scarpe: i pezzi forti.
Provavamo un paio di vestiti o tre, scollati o accollatissimi con la schiena scoperta fino al suo bel culo che si apriva con una fossetta accattivante..attirando volutamente l’attenzione delle commesse o dei titolari dei negozi che partecipavano più o meno inconsapevolmente al gioco..Mia moglie d’altronde è una bella donna, una mora mediterranea, dai tratti forti, carnosi e sensuali. Una quarta soda e un culo fatto apposta per essere sculacciato.. cosa che amavo fare con un po’ di rudezza. Portava praticamente sempre soltanto dei piccoli tanga e le avevo imposto spesso dei reggiseno a balconcino un po’ push up, semplicemente tagliandole davanti ai suoi occhi tutta la lingerie che trovavo poco erotica o non abbastanza eccitante.
Dopo un po’ di esitazione scegliemmo un abitino quasi estivo di un bel rosso scuro con un corpetto che si allacciava sulla schiena e una scollatura settecentesca..il che ci impose uno scialle per la cerimonia religiosa
Una volta scelto il vestito, mi divertiva molto discutere di lingerie con le commesse dei negozi che sceglievo fra i più lussuosi del centro. Veder brillare i loro occhi mentre la accompagnavano nei camerini e mettendosi appena di lato per farmi sbirciare la mia cara mogliettina a un millimetro dalle loro castigate mise, profumatissime..
Vedevo i loro sguardi in tralice mentre fingevo di ignorarle. Come me le sarei leccate invece, davanti alla mia mogliettina..
Per le scarpe poi
la mia dolce metà era una vera feticista. Già, siccome non le piacevano i suoi piedini, dedicava molta cura a questo aspetto. Nel nostro girovagare capitammo una volta in un negozio dove lavorava una sua cugina alla lontana. La signora che gestiva il negozio era una over quarantenne prosperosa sempre in tailleur con sottogiacca scollatissimi e trattava la cuginetta come la sua schiavetta personale. Le faceva portare una divisa semplice ma molto sexy: una camicetta bianca di seta che velava appena e una gonna nera, sopra il ginocchio, con scarpe ovviamente decolletee nere con tacchi vertiginosi. La cuginetta ventenne faceva davvero una bella figura, anche lei del sud ma molto normanna: biondissima e algida, quasi androgina salvo un seno accennato ma provocante per via del nude look “d’ordinanza”. Insomma era perfetta per il ruolo ossequioso che la padrona le richiedeva: comandi imperiosi, toccatine per rassettarle immaginarie pieghe della camicetta..insomma. Mia moglie ed io riguardammo un secondo negli occhi e ci leggemmo nel pensiero. Tra le due c’era qualcosa di particolare, una sfumatura erotica che ci colpì.
Dopo l’acquisto delle scarpe, rosso rubino, provocantissime, andammo a casa pieni di borse: la mia cara donna adorava spendere e mi confessò al buio, quella sera, che così facendo si sentiva una vera puttana di lusso..
Al buio sorrisi e strinsi appena di più la sua gola, penetrandola mentre la fissavo negli occhi bollenti. La trovai molto aperta e molto eccitata. Non si era nemmeno tolta le scarpe rosso rubino..

Al matrimonio mi trovai inaspettatamente seduta di fronte la cuginetta venditrice di scarpe. Non mi aspettavo di vederla. Era sola e vestiva con un castigatissimo abito primaverile a fiorellini molto leggero con una bella scollatura sulla schiena che lasciava intendere come non portasse nulla sotto, a parte il profumo di mughetto.
Lo sguardo basso e i suoi modi compassati non fecero che aumentare la mia curiosità.. Presto la mia mogliettina cominciò a farla bere per cercare di smuoverla un po’. Adorava fare da mammina a ragazzi e ragazze più giovani quando in realtà le piaceva piuttosto sedurre tutti..
Mia moglie sapeva avere dei modi piuttosto bruschi e le piaceva comandare anche a letto..proprio per questo amava me che sapevo come domarla e farla godere.
Non molto tempo dopo gli antipasti osservai complice le gote arrossate della cuginetta e le sue risate con la mano davanti alla bocca e gli occhi che scivolavano sul decolletee di mia moglie, davvero erotico, a dire il vero..
Le due confabulavano e la cosa mi piaceva.
Il matrimonio era affollatissimo e caotico, come sempre fra il parentado di mia moglie e verso le due del pomeriggio, quando la sposa sembrava già una meringa sfatta dal caldo primaverile mi sentii sfiorare da dietro l’orecchio dalla voce della mia dolce metà, appena velata dallo champagne.
Ora vado a fumarmi una sigaretta con la cuginetta porcellina.. tu raggiungimi tra dieci minuti.
Mentre parlava, china su di me guardai fisso l’interessata che mordeva in modo lussurioso una fragola e non fui sorpreso dalla mano di mia moglie che si infilava sotto il tovagliolo per constatare quanto fossi eccitato.
Fece il giro del tavolo e disse alla cuginetta solo una parola: “andiamo.”
Lei si alzò fissandomi con i suoi occhi azzurro ghiaccio e, notai, con i capezzoli che si intravvedevano sotto il suo accollato vestitino leggero. Prese la borsetta e uscì con la mano di mia moglie che le stringeva i fianchi sottili.. la stessa mano che pochi istanti prima me lo stava accarezzando sotto la tovaglia, notai.
Osservai quei due bei culi così diversi fra loro chiedendomi quale mi sarebbe piaciuto di più sculacciare. La domanda restò senza risposta..
Non ero particolarmente nervoso ma ero molto sorpreso e non soltanto perché di fatto mia moglie non fumava..Dopo sei minuti mi accorsi che mi tremava la mano e l’eccitazione non accennava a diminuire.
Allo scadere del decimo minuto, con un velo di sudore che scendeva dalla mia schiena disegnando un filo sulla mia camicia immacolata, mi alzai, rimisi la giacca e dissi agli ignari vicini che andavo a vedere come stava mia moglie. Sorrisero comprensivi, senza aver compreso un accidenti.
Fuori dal ristorante c’era un orribile parco con fontanelle e statue così brutte che Fidia si sarebbe dato una martellata se solo le avesse potute vedere. Mi guardai intorno e al di là di un laghetto posticcio vidi l’immancabile chioschetto con le colonne, sicuramente utilizzato per le foto di cattivo gusto degli sposi.
Immaginai che il dettaglio ironico non sarebbe sfuggito alla mia cara mogliettina. Pochi istanti dopo, risalii i gradini del chiosco e con sorpresa ritrovai mia moglie sola, che fumava beatamente una sigaretta.
“Ti aspettavo.”- disse mentre la avvicinavo, una mano sul decolletee e il sesso premuto contro il suo, con fermezza.
“Che intenzioni avresti?” – mi chiese soffiando il fumo per provocarmi.
“Leccarti la figa” risposi mettendole la mano sotto la gonna, scostata con estrema lentezza. Rispose al mio tocco socchiudendo le cosce e lasciandomi scoprire che si era già sfilata il tanga..”puttana di lusso..” – pensai. Era già così bagnata che la sua figa era gonfia e aperta.
“Porco” mi disse, continuando a fumare e guardandosi intorno
Mi chinai e cominciai a penetrarla con le dita, non solo nel sesso, facendola gemere e mugolare.
Leccavo avidamente tutto quello che la sua voglia mi lasciava raccogliere sentendo il mio sesso gonfiarsi fino quasi a scoppiare. Lasciai che il suo orgasmo la travolgesse lasciandola tremare di piacere mentre capii dalle voci che qualcuno era poco distante da noi in giardino..
Non mi preoccupai affatto, le piante ci schermavano alla vista a sufficienza e avevo troppa voglia di prenderla. Mi sollevai lentamente e comincia a baciarla avidamente, lasciandole succhiare il succo del suo sesso dalla mai lingua che leccò e succhiò perfino dal mio mento. Mentre lei leccava come una cagna, mi apriva la patta per tirarlo fuori. Le piaceva farmelo, con lentezza esasperante, lo stringeva, lo impugnava, restando sempre in piedi, contro una colonnina del chioschetto.
Quando lo tirò fuori, soppesò bene le palle e cominciò subito a strofinarselo sulla figa, aprendola e mettendoci dentro solo la punta, ruotandolo in modo da accarezzarsi il clitoride con il mio sesso.
Ero così preso dalla voglia di infilarglielo dentro che non pensavo nemmeno più alla nostra dolce cuginetta. Una parte di me si era convinta che non ci stava ai nostri giochetti e che svanita la nebbia dell’alcool se ne era tornata tranquillamente al ristorante.
Mia moglie sembrava in calore, mi sfilò i pantaloni e lasciò cadere la gonna. Voleva proprio che la scopassi a dovere, senza l’impaccio dei vestiti, immaginai assecondandola.
La penetrai con estrema lentezza, determinato a farglielo sentire tutto, a farglielo godere appieno.
Con il mio sesso dentro si fermò e sentii che contraeva i muscoli della sua vagina. Non feci in tempo a chiedermi cosa stava succedendo che sentii il profumo di mughetto della cuginetta e, un istante dopo, le sue mani fresche sul mio culo. Si affiancò a mia moglie che si staccò appena da me per metterle la lingua in bocca e passarle il mio umore.
Le sollevò il vestito per mostrarmi che la puttanella non aveva proprio le mutandine, su una fighetta perfettamente depilata
Mia moglie mi prese la mano e la mise sul sesso di lei che fremette.
Le accarezzai la figa guardandola dritto negli occhi che lei sfrontatamente non staccò più.

Udii incantato mia moglie sussurrarle di andare a raccogliere tutto il piacere che stavamo per darle.
Lei obbedì, chinandosi.

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