Black Cocks
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Tradimenti

Ricordo di Rimini

Quello che sto per  raccontare è realmente successo, e non ho mai avuto il coraggio di dirlo a nessuno, è un segreto che mi tengo dentro da alcuni anni, prima di svelare il mio segreto voglio precisare che sono ancora sposata e nel frattempo sono nati A.e M.
Era il mese di agosto del 1996, quell’anno io e mio marito eravamo in vacanza a Rimini, la solita vacanza sulle spiagge della Romagna, tanto sole, poco mare e molto divertimento.
All’epoca eravamo sposati da 2 anni e i figli erano ancora un ipotesi; io avevo appena compiuto 27 anni, mio marito qualcuno in più, il nostro rapporto era solido, più basato sull’amore che sul sesso, una coppia come tante che in estate passava quelle 2 o 3 settimane lontana da Milano in riviera. Ricordo benissimo che in quel periodi si svolgevano le olimpiadi da qualche parte nel mondo, e che spesso ciò era causa di litigi con mio marito perché a volte passava le serate in camera a guardare le gare, e io mi ritrovavo sola a gironzolare per la città curiosando tra le vetrine.
Un mattino eravamo come sempre in spiaggia e come sempre abbiamo deciso di fare una passeggiata sulla battigia, frequentata oltre che dai soliti vacanzieri anche da ambulanti neri che vendevano le solite cose. Passando davanti ad uno di loro mi ha incuriosito un paio di occhiali da sole, mi sono fermata un attimo per guardarli meglio, e mio marito si fermò con me, guardando disinteressato la merce esposta. Gli occhiali erano di mio gradimento, ma con una lente graffiata, e quindi, ho detto al ragazzo di colore che con mio rammarico non li avrei presi a causa del difetto; lui ha cercato di convincermi, ma io non ho cambiato decisione, alla fine lui mi disse di avere altri occhiali di quel modello a casa sua e che me li avrebbe portati il giorno seguente. Nel frattempo mio marito si spostò più avanti a guardare ciò che un altro vuccumprà aveva esposto per terra.
Rimasi d’accordo con il ragazzo di colore che sarei passata la mattina dopo per l’acquisto e lo salutai; nel salutarmi lui aggiunse che se mi capitava di passare alla sera sul lungo mare avrebbe avuto con se gli occhiali che mi piacevano.
Quella sera mio marito come al solito era incollato davanti al televisore per seguire un gara, io pronta per uscire l’ho sollecitato a spegnere la tv; al secondo rifiuto ho preso la mia borsetta e ho lasciato la camera. Mi sono ritrovata ancora a girare sola per le strade di Rimini, ad un certo punto ricordandomi di ciò che mi disse il ragazzo nero al mattino, ho deciso di fare quattro passi per cercarlo. Lo vidi tra altri neri che vendevamo la loro merce, proprio sul lungo mare; mi sono avvicinata, e non ci volle molto per farmi riconoscere; lui estrasse subito da una busta piena di roba gli occhiali da sole che volevo, li ho guardati e quindi ho concluso l’affare. Non sapendo dove andare mi sono fermata a guardare la sue merce chiacchierando con lui, mi raccontò che arrivava dal Senegal, era da pochi mesi in Italia, che si sarebbe fermato a Rimini fino a fine Settembre  ecc. ecc. Era un ragazzo sui 25 anni, alto, molto simpatico e mi faceva ridere il suo modo di parlare e di gesticolare, indossava una maglia lunga e un paio di pantaloni leggeri, larghi e tutti colorati; ad un certo punto mi chiese come mai ero sola, gli risposi che mio marito era rimasto in Hotel, io non volevo passare la serata in camera, e che mi sono ricordata di quello che mi aveva detto lui al mattino. La conversazione durò per quasi mezzora, durante la quale nella mia mente ritornarono le immagini di un film porno in cui una biondina si faceva sbattere da 3 ragazzi di colore, ed inizia a fantasticare, su di lui, cercavo di capire come potesse essere il suo cazzo, come mi avrebbe trattata, in caso di mie avance, e che il desiderio di farmi scopare da un nero era una mia fantasia ricorrente. Sembrava mi avesse letto nel pensiero, sarà stata la sua astinenza, o il mio fare da civettuola, o forse il fatto che io ero semi nuda, coperta solo da una maglietta aperta dietro e molto scollata, una mini gonna cortissima e gli slip neri del costume, in poche parole lui iniziò a passarsi la mano sui pantaloni proprio davanti a me, appena si accorse che il mio sguardo era diretto proprio li, appiattì i pantaloni contro il suo cazzo, mostrandomi inequivocabilmente la sua forma. Era evidentemente eccitato, e quello che mi mostrava era la forma di un cazzo mai visto prima, lungo e grosso, tanto che pensai avesse nascosto qualcosa sotto,. Si mise a ridere al mio sguardo stupito, aggiungendo se volevo vedere quel coso, imbarazzata rimasi muta, lui pronunciò qualche frase nella sua lingua diretta ad un suo collega non molto lontano, qualcuno gli rispose, mi prese per mano e  fatti alcuni scalini mi portò in spiaggia. Lo seguii al buio senza fiatare, ero eccitata e spaventata, il cuore mi batteva a mille e respiravo con affanno, si fermò tra alcune cabine, la luce tenue proveniente da un lampione distante metteva in risalto i suoi denti bianchi, non ebbi neppure il tempo per pensare che mi ritrovai in mano il suo cazzo, senza indugio iniziai a masturbarlo lentamente, era veramente molto grosso e lungo, con l’altra mano gli presi le palle per sentire com’erano, era la prima volta che avevo a che fare con un cazzone nero e volevo togliermi tutte le mie curiosità, lo masturbavo, lo toccavo, lo tenevo scappellato per passare le dita sulla sua cappella.
Lui era appoggiato ad una cabina, e io davanti in silenzio giocavo con quel cazzo enorme; d’istinto mi abbassai a leccare la cappella, qualche colpetto di lingua tutt’attorno, poi lo presi avidamente in bocca, alla prima succhiata ho sentitio un sapore forte, quasi disgustoso, era chiaro che non era fresco di bidet, mi sono fatta coraggio ed ho continuato a succhiarlo. Lo sentivo mugulare di piacere, le mie mani e la mia bocca lo stavano facendo godere, a tratti mi fermavo per guardare nella penombra quel cazzo enorme e poi continuavo a spompinarlo, ormai la voglia di quel arnese aveva preso il sopravvento sulle mie paure e non sentivo più nemmeno il sapore sgradevole. Mi fermò, mi fece adagiare su una specie di casa panca che c’era li vicino, mi sollevò le gambe, me le aprì, poi con una mano spostò di lato i miei slip e iniziò a leccarmela con ingordigia; sentivo che me la apriva tutta con le mani e la sua lingua entrare e muoversi freneticamente dentro. Poi si alzò, si allungò sopra di me coprendomi tutta, mentre la sua mano continuava a strapazzarmi la figa, infilandoci dentro le dita. Volevo essere scopata, gli presi il cazzo in mano, e lo feci scorrere sulle labbra della mia figa, ormai tutta aperta e bagnata, appena lui avvertì il contatto con un colpo deciso me lo infilò per metà, dalla mia bocca uscì un grido di dolore e di piacere, e rimasi li, con la bocca aperta, quando iniziò a muoversi dentro e fuori di me  pompandomi ritmicamente  mi sono sentita tutta invasa, sentivo quel coso enorme dentro, che mi allargava, lo sentivo tutto fino in fondo, al punto che a volte lo fermavo spingendo le mani contro la sua pancia, ma lui affondava tutto quel cazzo dentro di me preso da una foga irrefrenabile. I colpi più profondi mi facevano male, ho deciso quindi di cambiare posizione; l’ho fatto sdraiare, nel frattempo mi sono tolta gli slip e la gonna, e mi sono messa a cavalcioni sopra di lui, ho preso il mano quella meraviglia di cazzo, e me lo sono infilato dentro; in quella posizione potevo controllare la penetrazione, evitando che la cappella arrivasse a toccare il collo dell’utero. Ero accovacciata su di lui a gambe aperte con il suo arnese dentro, e mi muovevo io su e giù  alzandomi e abbassandomi sulle ginocchia, godendo di quella scopata inattesa. Le mie grida di piacere erano coperte dalla musica che giungeva da un chiosco poco distante, così sono arrivata ad un orgasmo che mi ha scosso tutto il corpo, con brividi che risalivamo dalla schiena e rantoli a mezza voce. MI sono bloccata, impalata su quel cazzo, soddisfatta, ma il nero sotto di me  che non aveva ancora goduto, iniziò una danza col bacino con movimenti lenti e circolari tenendomi ferma per i fianchi. A quei movimenti ho risposto con altrettanti movimenti miei, ho iniziato a massaggiarmi il clitoride masturbandomi; a breve un altro orgasmo ha scosso il mio corpo al punto che mi sentivo ronzare la testa stordita. Fu allora che il ragazzo sotto di me iniziò a emettere versi animaleschi, stava per venire; mi sono sfilata il suo cazzo e inginocchiata davanti a lui l’ho preso in bocca ciucciandolo, bastarono 2 o 3 succhiate alla cappella; lui si inarcò e urlando frasi incomprensibili mi ha riempito la bocca di sperma; sentivo la lingua, il palato e i denti tutti impastati, alcuni schizzi  che mi hanno colpito la gola ho dovuto ingoiarli. Ho continuato a succhiare e leccare finché quel pisellone si è ammosciato nella mia bocca; poi senza dire una parola ho sputato ciò che mi era rimasto in bocca, mi sono rivestita, e me ne sono tornata in Hotel, lasciandolo immobile che respirava affannosamente.
Tralascio di raccontare il ritorno in camera, lo farò credo in seguito, perché il mio incontro di sesso con quel senegalese non finì quella sera……

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