Tutto ha un prezzo

Avevo voglia di farmi una sega e così andai a noleggiarmi un film porno.

Non è che sono molto pratico, alla fine scelsi un film con Pamela Miti perché mi sta simpatica e grosso modo i porno sono tutti uguali.

Arrivato a casa misi la vhs nel video e mi sdraiai sul divano nell’attesa che la dolce Pamela iniziasse lo spettacolo.

Sul più bello quando un paio di tipi si stavano sfondando la suddetta mi suonano alla porta.

Metto in pausa, mi metto dei pantaloncini e vado a vedere chi cazzo è.

“Ciao scusa se ti disturbo” la figlia dei vicini “abbiamo finito il limone non è che ne hai?”

La figlia dei vicini è una graziosa adolescente ,credo sui 16 /17 anni, di quelle molto sportive che indossano sempre jeans a vita bassa e striminziti top di cotone che strizzano le tette e risaltano i capezzoli.

“Sì ne ho ancora, entra pure, te lo vado a pendere”.Ormai la poesia era passata stavo rovistando nel frigo quando mi ricordai che in salotto c’era la signorina Pamela che immortalata in un fermo immagine stava a mo di spiedino umano.

Titubante uscii dalla cucina sperando che la mia giovane ospite si fosse trattenuta nell’ingresso senza avventurarsi per la casa.

Speranza alquanto remota, l’ingresso vuoto mi preannunciò la figura di merda più grossa della mia vita.

Mi avventurai verso il salotto e dai rumori capii che qualcuno aveva riavviato la cassetta.

La mia vicina infatti stava beata sul divano ormai senza pantaloni e con una mano infilata nelle mutande, si stava allegramente masturbando.

Rimasi in silenzio a guardarla. Quella piccola mano che armeggiava in mezzo alle gambe, la bocca dischiusa in un flebile sospiro, i piccoli capezzoli che svettavano turgidi dalla canottiera azzurra.

Sullo schermo Pamela lo prendeva nel culo e succhiava un cazzo, Sara (cosi si chiama) si tolse le mutande e a gambe larghe iniziò a stuzzicarsi la fichetta con una candela che tenevo sul tavolino davanti al divano.

Ad un tratto vidi la candela scomparire nel suo giovane fiore e allora la voglia di scoparmela superò di gran lunga i miei appetiti voyeuristici.

“Ti serve una mano?”

Trasalì alle mie parole tanto era assorta dal film e dal piacere che si stava regalando.

Senza dire una parola mi guardò negli occhi continuando a infilarsi la candela. Mi avvicinai e le accostai il cazzo alla faccia.

Iniziò a leccarmi la cappella, con una mano mi accarezzava il buco del culo e con l’altra continuava con la candela. L’afferrai per la nuca e glielo spinsi tutto in bocca, cercò di tossire ma spinsi più forte fino a soffocarla, la sua gola era calda e succosa, mi fermai solo quando vidi che i suoi occhi lacrimavano.

“Perché l’hai fatto non mi piace”

“Che cazzo credi puttana, di venire a casa mia a guardare i film gratis e a sgrillettarsi sul mio divano?” ringhiai cercando di sembrare il più cattivo possibile.”Devi pagare!”

Le mie parole la colpirono come uno schiaffo in piena faccia, non si aspettava che la situazione prendesse una piega simile.

Quasi piangendo singhiozzò “Devo andare a casa non fa niente per il limone”

Mi fece incalzare come un toro: prima mi sventoli la fica sotto il naso e poi pretendi di squagliartela senza farti scopare???

La colpì in faccia con tutta la forza che avevo. Ora piangeva singhiozzando disperata, mi pregò di non farle del male.

“Non ti farò niente che tu non voglia”

……………….

“Smetti di piangere e alzati” si alzò , imbarazzata per la sua nudità e impaurita dal mio atteggiamento.

“Mettiti li , piegati in avanti” si chinò e mi si presentò uno spettacolo fantastico: due chiappette rosa e sode a formare un culetto tondo e alto come piacciono a me.

Scostai i glutei iniziai a leccarle il culo, tremava come una foglia e questo mi eccitò ancora di più.

“Ti piacciono le candele vero” le infilai in culo la candela in un sol colpo, le scappò un urlo di dolore e iniziò a piangere più forte di prima.

“Stai tranquilla non e niente questo, pensa quando ci infilerò sto palo di carne, piuttosto girati e succhiamelo”

Si girò lentamente e senza alcuna espressione sul volto melo prese in bocca. Non era un granchè, ma era più la sottomissione che il fatto fisico in se ad eccitarmi.

La vidi riflessa nello specchio, tremante con quella grossa candela piantata nel culo e per poco non le venni in bocca, ma era ancora presto.

“Basta succhiare girati e fammi provare la tua micetta”

“Ma non prendo la pillola devi mettere il pre..” Un altro schiaffo le fece capire che non era il caso di discutere.

Le tolsi la candela dal culo e la feci impalare sul mio cazzo, iniziò di malavoglia a cavalcarmi.

Era strettissima stavo impazzendo e in parte per la vergogna, in parte per il dolore riprese a piangere.

Io mi godevo lo spettacolo, il mio cazzo spariva lentamente dentro quelle labbra che solo 5 minuti prima erano rosa e delicate e adesso mi apparivano arrossate e stremate.

Mi feci pompare per un po, poi stufo le ordinai di mettersi a quattro zampe.

Ormai un automa alle mie dipendenze obbedì prendendo la posizione da me richiesta.

“Inarca bene la schiena voglio che tu sia aperta il più possibile” Abbrancai il mio cazzo e lo spinsi verso l’inviolata fessure e senza saliva o altro lubrificante mi apprestai a incularla.

Era strettissima, la cappella mi faceva male, protestava e cercava di sottrarsi al trattamento ma la bloccai per in fianchi e la sfondai con un solo colpo.

Iniziò a urlare come una pazza, preoccupato accesi lo stereo col telecomando e alzai il volume al massimo.

I PANTERA impazzavano nella stanza coprendo le sue urla e i miei grugniti di piacere.

Continuai a stantuffarla per un bel po martoriando il suo povero culetto, tenendo le chiappe allargate al massimo potevo gustarmi il suo sfintere che si allargava sempre più.

Quando stavo per scoppiare mi tirai in dietro la feci girare e le venni sulla pancia…………….

Usci dalla doccia pensando che se ne fosse andata, la trovai ancora per terra singhiozzante e con lo sguardo vitreo, le feci una doccia e le massaggia il culo con una pomata, dormimmo vicini per il resto del pomeriggio.

Ogni tanto torna a trovarmi quando in casa manca qualcosa e ogni volta la punisco per essersi masturbata sul mio divano. Niente è gratis a questo mondo, tutto ha un prezzo

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