Babysitter
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Orge e Gang Bang

Un favore non si nega

Lele, un mio coinquilino, un giorno mi chiede un favore, sapendo che ero un esperto di computer mi dice di averne comprato uno ma di non sapere come montarlo. Così visto che ha una moglie che è la fine del mondo non mi faccio pregare più di tanto nel decidere di acconsentire alla sua richiesta.

Sara, la bella moglie di Lele è sempre stata al centro dei miei pensieri e nonostante le poche volte che ci siamo incontrati per le scale o per la strada i suoi sorrisi enigmatici mi hanno sempre lasciato qualcosa dentro.
Non poche volte ho sognato di possederla.
Non è una bomba sexi, ma il suo fisico snello seppur di mediobassa statura, carnagione scura che gli dava quell’aria mediterranea che fa tanto seduzione e passione, senza dimenticare il suo culetto da urlo ne fanno una donna che oso definire succulenta, appetitosa.
Comunque oltre ad avere l’opportunità quel pomeriggio di poterle stare vicino e studiare più a fondo quei suoi misteriosi sorrisi non dimentico che oltre e me e lei nell’appartamento sotto il mio c’è anche Lele, suo marito. Dopo un buon caffè servitomi da Sara comincio così a darmi da fare con il pc, collegare fili, cavi etc etc. Distrattamente seguo Lele che parla al cellulare e un po incazzato si lamenta con qualcuno dall’altra parte della cornetta che quello doveva essere il suo pomeriggio libero. Dopo un po viene da me e mi dice che deve andare al supermercato dove lavora a fare una sostituzione…. ok gli dico, continuiamo la prossima volta, in fondo il pc è gia montato rimane solo da installare alcuni software e antivirus e poi provarlo.. con mia somma sorpresa Lele mi dice che posso anche rimanere e finire il lavoro… se non mi dispiace… freno a stento un espressione di gioia… rimanere solo in casa con Sara, con quella ninfetta scura che profumava di sesso solo a guardarla, che per l’occasione gira per casa con pantacollant attillati (bianchi che mi fanno morire…. qualcuno glielo ha detto?)che disegnano due splendide natiche da divorare e una camicetta che fatica a contenere un seno sodo e prosperoso.
Così rimango solo con Sara… neanche nelle mie più spavalde fantasticherie quotidiane (si giornalmente dedicavo un buon numero di pensieri a questa splendida signora di 26 anni) avrei mai potuto immaginare un epilogo… o una premessa così interessante per quel lavoretto. Quantomeno mi sarei fatto un idea più approfondita della personalità di Sara. Mi sembra ogni volta di rivivere quei momenti. Minuto dopo minuto il risuccedersi del tutto mi fa tornare in quella casa con me che distrattamente (e molto lentamente) proseguo il lavoro di montaggio e con mia somma gioia vedo Sara (che fino ad allora si era vista solo per il caffè) si viene a stabilire nel soggiorno seguendomi nelle mie incombenze. Profuma di sesso lo sento, sento qualcosa che aleggia nell’aria che parte da me da lei.. qualcosa che stordisce, disinibisce. Chiacchieriamo del più e del meno, mi spiega quanto lei sia assolutamente negata per il computer e quanto si sia opposta al suo acquisto. Poi torna in cucina e dopo un paio di minuti torna di nuovo in soggiorno. Noto subito il cambiamento (o lo sento nell’aria?).. la camicia.. è un pochino più aperta e come uno squarcio di luce intravvedo l’abbondanza della parte superiore del suo seno fare capolino solleticando la mia fantasia.. ancora i suoi sorrisi enigmatici.. sono un invito? sta giocando? Comincio a sudare.. Sara mi chiede della mia vita affettiva.. ho una ragazza? mi chiede distrattamente…. sentire che sono single la diverte.. un bel ragazzo come te ne avrà di opportunità… adesso sono più i minuti in cui sono girato a parlare con lei che quelli in cui sono al pc.. ma tanto i programmi si caricano da soli… mentre il mio programma personale è gia caricato al massimo e vuole solo esplodere… suonano il campanello… leggero raffreddamento.. che sia il marito che è tornato? Anche Sara tradisce un espressione di rammarico.. va ad aprire.. sento delle voci nel corridoio poi la porta che si chiude.. ed eccola che torna.. da sola. Era una vicina mi dice sollevata… però lo noto subito.. si è riaabbottonata la camicia chiudendo quell’angolo di paradiso che fino ad allora aveva allietato la mia giornata…
Prendo una decisione istantanea, come quel detto, carpe diem, adesso o mai più; gielo dico: “Adesso puoi riaprire la camicia” Lei rimane un attimo scioccata (come se scrive nda) ride, che dici Bob? risponde diventando rossa. Le mie mani sono sulla sua camicia… apro il primo bottone..lei si ritrae.. ma io mi gioco tutto ormai…lei indietreggia io avanzo.. perchè quell’odore è più forte? Perchè la sua voce che sussurra ti prego fermati mi suona come un invito? Io avanzo lei indietreggia, lei è contro il muro… parla, la voce è flebile ma gli occhi sono vivi e sembrano coccolarmi parole dolci, la bocca dice per piacere fermati.. no ora dice fermiamoci…ora nn dice niente ansima e basta, e lei non si muove più non fa niente per evitare le mie mani che continuano a sbottonarle la camicia.. i respiri del suo petto sono profondi tutto in lei ora è un richiamo, assolutamente primordiale al mio istinto animale, come una belva io come una preda lei? chi di noi due sta cacciando? ora uso anche la voce, non mi trema, le mie mani si ma non ci faccio caso.. adesso le sue mani sembrano muoversi incontrano le mie.. mi vuole fermare? Forse mi vuole fermare.. o forse mi sta aiutando a finire di sbottonare la camicia? Non lo so.. però il suo tocco accompagna il mio, anche le sue mani tremano, è nervosa anche più di me e non c’è cosa più bella nella terra in quel momento dei nostri due corpi che come due adolescenti cercano di comunicare tutta la sessualità, quella che era fino a poco prima nell’aria e che ora mi sta scoppiando nelle vene.
Cerco un tono carezzevole che le faccia capire che quella non è una trappola per lei, ma una liberazione per entrambi… ora sono contro di lei, sono in tuta, sono eccitatissimo e il contatto che stabiliamo, patta del pene contro patta del pube (che bozzo!!!), rompa gli argini, è un diluvio di mani che toccano lingue che esplorano, carezze e strattoni, baci e morsi gemiti e urli strozzati in gola. Ora l’ho girata lei ha le mani contro il muro io sono su di lei mi muovo sul suo sedere la mia lingua su collo il suo fiato mi sconvolge, tutto ora è travolgente adesso le mie dita intorno alla sua vita s’insinuano nelle sue mutandine giocano che i peli del suo pube.. lei sussurra la parola letto, la invoca.. la cerca…
Ora l’ho presa a cavalcini la trascino verso la camera lei si toglie definitivamente la camicia la lascia cadere nel corridoio (ho una veloce visione del marito che rientra e trova la camicia in terra vicino la porta della camera e poi…) poi entriamo in camera avvinghiati cadiamo nel letto… sono su di lei gli strappo il reggiseno le mi toglie la maglietta, divoro il suo seno, lo succhio.. no è lui che succhia la mia bocca presto nudi eccoci in una danza vorticosa che dice sessantanove, la mia lingua dentro di lei la sua che ramazza il mio pene ci saziamo brevemente regalandoci maggiore appetito.. entro dentro di lei, calore umidità una sensazione mai provata prima mi pervade, pervade la mia lama che danza all’interno del suo corpo e detta ogni sua espressione di gioia ogni suo miagolio di piacere che consumiamo a volte volgari a volte timidi ci esaltimao dei nostri corpi e dedichiamo la nostra passione al dio del sesso a cui quel pomeriggio e nei giorni a seguire ci siamo entrambi sacrificati.

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