Grassa e troia

L’ultima lettrice che mi ha contattato invitandomi a scrivere un racconto su di lei è una ragazza che sin da giovanissima ha avuto una spiccata attitudine a fare sesso.
A causa del suo aspetto piuttosto in carne si riteneva che i ragazzi la trascurassero preferendo le sue amiche più magre ed è ricorsa al sesso per essere anche lei desiderata.
Ora ha un ragazzo che ignora il suo passato; anche se non le fa raggiungere il piacere sessuale che provava con altri uomini lei si trova bene con lui, ma vuole, ovviamente con dati falsi, raccontare la sua storia ed io ho cercato di trasformarla in questo racconto.
Le ho chiesto in cambio di masturbarsi ogni tanto per me e di farmelo sapere, mi ha anche mandato una sua foto nuda sul letto con un vibratore nella figa e le palline nel culo.

Mi chiamo Francesca ho 22 anni e vivo nel Nord Italia, la mia più grande passione è il cazzo.
Sono di costituzione un po’ abbondante, ma ho due grosse tette che fanno impazzire gli uomini, anche da quando ero una ragazzina, ma nessuno dei ragazzi che conoscevo voleva uscire con me.
Nel mio condominio vivevano due fratelli, ci conoscevamo sin dai tempi dell’asilo e un bel giorno, mentre ero in casa da sola Gianni , il minore è venuto a trovarmi e mentre gli offrivo una coca cola mi ha detto
”Lo sai che hai delle bellissime tette, mi piacerebbe toccartele”
Rimasi un attimo interdetta, avevo sempre pensato a lui come ad un fratello, ma la sua richiesta mi intrigava.
Mi tolsi velocemente la maglietta, slacciai il reggiseno e le mie tette esplosero in tutta la loro magnificenza di una quarta misura.
Gianni non perse tempo a toccarmele, me le pastrugnò per un po’ e poi iniziò a leccarmele facendomi indurire i capezzoli, mente la sua bocca succhiava le tette si portò una mano alla patta dei pantaloni e fece uscire il suo cazzo già duro.
Mi prese una mano e se la portò sul cazzo e la fece muovere, insegnandomi come fargli una sega, era la prima volta che toccavo un cazzo e la cosa mi piacque subito, la mia mano iniziò un rapido su e giù che fece sborrare il mio amichetto in pochi istanti.
“Ci rivediamo domani pomeriggio, ti insegnerò a farmi un pompino”
Così avvenne, il pomeriggio successivo, mentre ero a casa da sola Gianni torno, mi fece spogliare nuda, mi leccò le tette e il clitoride, ma essendo io vergine non volle entrare con le dita nella figa, ma mi fece raggiungere
ugualmente un orgasmo.
Quando mi ripresi dallo sconquassamento provocatomi dalla sua lingua e dalle sue dita, Gianni avvicinò il suo cazzo alla mia bocca , se lo fece leccare e mi insegnò come prenderlo in bocca, succhiarlo, mordicchiarlo sino a farlo sborrare in faccia.
Ero ovviamente inesperta e lui si presentò il giorno dopo con una cassetta porno nella quale le attrici si esibivano in ogni tipo di pompini, leccate di palle e di cazzo, succhiamenti , ingoi profondi e da quella cassetta imparai a diventare con molta applicazione una grande succhiacazzi.
Quella prima volta uscì dalla bocca al momento di venire, ma in seguito volle sempre sborrarmi in faccia.
Le sue visite divennero quotidiane, ma dopo pochi giorni di seghe e pompini si presentò con un panetto di burro in mano.
“Dal momento che sei vergine e minorenne non voglio sverginarti, ma ti voglio rompere il culo, vedrai che ti piacerà.”
Dopo i soliti preliminari con le lingue che si intrecciavano in bocca, mi leccò le tette e il clitoride, quindi mi fece mettere a pancia in giù sul divano, con un cuscino sotto la pancia, mi spalmoò bene con il burro il buchetto posteriore, lo forzò con le dita per un po’ e quindi ci infilò il suo cazzo.
Il dolore iniziale fu fortissimo, lo pregai di smettere ma lui imperterrito continuò ad entrare e dopo aver introdotto la cappella lo spinse ancora più a fondo e iniziò a incularmi.
Mi inculò per alcuni minuti e poi mi sborrò dentro, ma per me fu solo dolore e nessun piacere.
“Vedrai che dopo un po’ di volte piacerà anche a te”
Ormai in tutte le sue visite il tema dominante era l’inculata ed io a poco a poco mi abituai ed iniziai a provare piacere da quella pratica sessuale.
Un pomeriggio mentre ero intenta a fargli un pompino sentii aprire la porta di casa, che quel bastardo di Gianni aveva lasciato socchiusa e vidi entrare Enrico, il fratello maggiore,
(i due stronzetti si erano messi d’accordo e il primo aveva lasciato la porta di casa aperta), non avevo tante scelte, dovevo soddisfarli insieme cosi mentre uno mi inculava l’altro se lo faceva pompare! non ricordo ovviamente quanto durarono, io mi sentivo troia ma la
cosa non mi infastidiva, avevo capito che per attirare l’attenzione dei maschi dovevo fare cosi! chiaramente da quel pomeriggio in poi le volte mi vennero a trovare sempre
insieme, io mi stavo stufando un po’ anche perchè non avevo altro che loro e quando
glielo dissi mi assicurarono che non c’erano problemi, ci avrebbero pensato loro
a farmi divertire con altre persone… non volevo diventare la loro troia personale ma ormai avevo già fatto parecchia strada e non passarono più di 3 giorni che mentre il piu piccolo mi stava inculando e il più grande se lo faceva pompare mi disse che voleva sverginarmi, che ormai avevo fatto abbastanza esperienze e che con 3 buchi ci saremmo divertiti di più…
fu cosi che persi la mia verginità, mi scoparono per tutto il pomeriggio e per tutta la settimana
successiva tutti i giorni tutti e due.
Ma loro due non mi volevano come ragazza ma solo come bambolina per mettermelo
nel culo però mi faceva piacere che i ragazzi mi cercassero cosi cominciai a frequentare una chat che in teoria non doveva essere erotica ma tutti i ragazzi che ci scrivevano erano assetati di sesso.
Iniziai a fare un po’ la troietta lì dentro e quando tutti credevano che fossi la solita rizzacazzi iniziai a conoscerli di persona e a scoparmeli, avrò scopato con più di 50 ragazzi conosciuti in chat. ci conoscevamo in chat, li
facevo eccitare raccontando quanto fossi troia e poi fissavamo per vederci.
quanti cazzi ho preso nel culo e nella figa non lo so davvero nemmeno io.
Mi sono incontrata con giovanissimi, uomini sposati, vecchi che non riuscivano a farselo venire duro e dovevo succhiarli per un sacco di tempo per farglielo rizzar, ma la mia passione più grande è sempre rimasta quella di farmi inculare.
Giunse poi anche il giorno in cui mi incontrai non solo con i due fratelli, ma anche con loro quattro amici.
Mi invitarono ad una presunta festa di compleanno, ma quando arrivai all’appartamento del festeggiato scoprii di essere l’unica ragazza.
Mi fecero bere spumante e liquori sino a ridurmi in stato di totale ubriachezza, mi spogliarono nuda e poi divenni il loro giocattolo sessuale.
Uno dei 6 cominciò a toccarmi il culo, mie strinse le natiche e io fermandomi di colpo mi piegaiin avanti tenendo ben ritte le gambe e divaricandole leggermente. Gianni mi spalanca il culo oscenamente, comincia a massaggiare le chiappe come se stesse impastando il pane, le stringe le apre e le allarga, gli altri intanto cominciano ad accarezzarmi il corpo con voglia sempre più crescente, prima il seno, poi le cosce, la figa, ovunque. Dodici mani invadevano il mio corpo e io mugolavo in preda ad una eccitazione crescente.
Con i cazzi ben in tiro, mi fecero sedere e si misero intorno mostrandomi i loro arnesi che mi avrebbero trapanato i buchetti, lentamente cominciai a succhiarli uno ad uno con sagace perizia da bocchinara quale sono.
I gemiti di godimento dei se non tardarono a farsi sentire, erano come api sul miele ed erano veramente infoiati
Mi misero a pecora e mentre mi si alternavano in bocca, uno dietro mi leccava avidamente dalla figa al culo, soffermandosi maggiormente sul buchetto posteriore che umettava con molta saliva. La lingua dell’uomo sparì profondamente nel mio culo, gradivo molto il trattamento che mi veniva riservato e ricambiavo con profondi ingoi di cazzo dei compari.
Ormai il culo era pronto per essere sfondato, completamente fradicio di saliva si apriva e chiudeva ritmicamente voglioso di uccello. Il ragazzo che mi stava leccando in preda all’eccitazione mi punta il lungo uccello e mia penetra di colpo fino ai coglioni emettendo un urlo di godimento. “Aaahhh” un gemito straziante di dolore squarcia l’aria permeata fin a quel momento solo di gemiti di piacere. Era dentro, fino in fondo, in maniera brutale mi sodomizzava, ed ora cominciava a muoversi dentro di me. Stranamente non era un andirivieni, un su e giù dentro il culo, ma un movimento pelvico, che lasciava l’uccello completamente dentro il buchetto ormai sfondato. Con movimenti circolari il ragazzo spingeva sempre più il randello, senza mai sfilarlo di un solo centimetro, come a voler infilare anche i coglioni dentro l’orifizio.
Un altro ragazzo mi scivola sotto e mi punta l’uccello alla figa grondante di umori. Senza neanche pensarci me lo infilo, tenendo ben stretto l’altro nel culo. Che meraviglioso sandwich, bocca, culo e figa erano pieni di cazzi che mi stantuffavano a dovere. Gli altri in attesa del loro turno se lo menavano furiosamente litigandosi la mia bocca da zoccola.
Quello che mia stava inculando pompandola come un pazzo con un urlo finalmente mi riempie il buchetto, e prontamente sfilandoglielo di colpo lascia libero campo ad un altro. Con la figa sempre piena ormai in pieno godimento mi dimena urlando e chiedendo un’altra dose di cazzo che prontamente mie viene data nel culo con foga disumana.
A differenza del primo questo mi incula con forza, lo sfila tutto, ammira il buco dilatato e di colpo lo rinfila fino in fondo con forza animalesca. Intanto il porco che mi stava stava scopando la figa la riempie senza ritegno, urlando come una bestia mentre mi stantuffa nell’utero pieno di crema bianca.
Nel mentre uno dei giovani rimasti prende il posto di quello che mie aveva sborrato nella figa, ma anche lui vuole godere del mio buco del culo, che ormai è diventato aperto e ben dilatato. Si stavano preparando per una duplice inculata. Con fatica e con forza cominciano a farsi largo nel buchetto, e finalmente ecco che i due animali mi inculano insieme, due uccelli grossi e duri che si muovono all’unisono nel culo. Il terzo intanto mi sborra copiosamente in bocca, e chiudendole il naso mia costringe a bere fino all’ultima goccia. I due porci intanto sono vicini all’orgasmo, uno si sfila e l’altro aumentando la spinta con un urlo riempie il mio culo oramai sfondato e io gemo a più non posso. Ne rimane solo uno che rimirando l’anfratto dilatato e pulsante prende l’arnese e in un sol botto finisce l’inculata, due, tre quattro colpi ed ecco che anche lui mi riversa la sborra nell’intestino, schiaffeggiandomi il culo.
Sono tutti stremati ed anch’io non riesco più a muovermi, ma sono completamente appagata da questa esperienza che spero di ripeterla.

[Total: 0    Average: 0/5]

Ora sei Offline, Navigazione Limitata