In francia con Anita

I vecchi proverbi non si smentiscono mai, impara l’arte e mettila da parte. Nella nostra cittadina, diversi anni fa, fu aperta una scuola di musica, con annessa banda musicale, Anita la mia amica, per l’ennesima volta, chiese di scrivermi al corso.
Quel pomeriggio, lei e i miei genitori mi convinsero, parlavano anche di un viaggio in Francia l’anno successivo.
Appuntamento alla 16 con Anita, ci recammo a scuola, i soliti rituali, cosa ha suonato ad altre domande inerenti alla musica, l’unico strumento che avevo suonato era il flauto a scuola, quella scema d’Anita mi sussurrò in un momento ci trovavamo sole, con il flauto sei in gamba, specie quello di Marco, gli diedi una spinta e ridemmo, mi fu proposto di suonare il sax contralto, mi piaceva, avrei voluto suonare il clarinetto come Anita, ma l’insegnante mi spiegò le difficoltà che avrei incontrato, invece, con il sax mi restavano facile apprendere, accettai, all’inizio fu abbastanza dura con quella palla del solfeggio, ma, dopo un mesetto, iniziai a suonare uno strumento della scuola, quella scema di Anita mi disse: Marzia devi mettere bene il bocchino in bocca alludendo alle atre cose, iniziai a suonare e mi ci appassionai progredivo di settimana in settimana tanto che i miei mi regalarono uno strumento nuovo.

Era il mese di Luglio, il viaggio in Francia si avvicinava, preparammo i bagagli e quando ci fu comunicato che in Francia andavamo a dormire nelle famiglie, quasi tutti restammo delusi, già m’immaginavo su un letto con Anita a giocare a prenderci ha cuscinate, invece nulla di tutto ciò eravamo ospiti nelle famiglie, partenza alle 22: 00, destinazione L………

Ad accoglierci vi erano molte persone, tanti ragazzi, Anita mi disse questi 3 giorni ci sarà da divertirsi, risposi: sei la solita, non pensi ad altro e lei, perché tu non te lo faresti uno come quello indicandomi un signore sui 40 anni alto robusto leggermente mulatto, altro che risposi, ci fecero accomodare in una palestra e da li iniziarono a dare le nostre destinazioni, quando fu fatto il mio nome e, vidi che la famiglia che mi ospitava era proprio quel signore che, pocanzi Anita mi aveva fatto notare, rimasi a bocca aperta, quella scema di Anita venne vicino e mi disse, sei sempre la solita fortunata, guarda me con chi devo andare, indicandomi una signora sui 60 anni.

Solite raccomandazioni dai nostri accompagnatori, ci presentammo, un po’ di francese, lo parlavo, lo avevo studiato a scuola, lui di italiano nemmeno una parola, ripose i bagagli dentro l’auto, un bel fuoristrada e ci avviammo verso la sua casa, arrivati non potei fare almeno di notare una bella villa a pian terreno, quando vidi che vi era anche la piscina rimasi immobile a fissarla, cavolo questi hanno tanti soldi, (invece poi ho scoperto che la piscina l’hanno quasi tutti).

Venne incontro una signora ben vestita pettinata perfettamente, mi presentai, con gran piacere mi salutò in italiano, poi mi spiegò che per diversi anni aveva lavorato in un’agenzia di trasporti internazionali, ora si era licenziata, mi fece accomodare mostrandomi la mia camera, mi disse se vuoi farti una doccia, il bagno e lì, con un piccolo particolare, non vi era né il bidè e nemmeno il water, mi disse, fuori del corridoio si trovava un piccolo bagnetto con solo il water, dissi ok, appena uscita la signora mi buttai sul letto, grandissimo matrimoniale il materasso come lo amo io bello duro, mi spogliai e andai a rinfrescarmi, bella doccia, con l’idromassaggio, mi rilassai sotto quel getto di acqua, indossai un reggiseno con coppe, un perizoma, un pantaloncino corto e una canotta e mi presentai in cucina, loro erano lì a preparare la cena, l’odore della cipolla sfritta avvolgeva tutta la casa, notai che alla mia apparizione sulla porta lui sgranò gli occhi, mi fecero accomodare dicendomi delle frasi in francese che non capii, sua moglie le tradusse dicendomi JAN ti fa complimenti hai un bel fisico, in quel momento mi vennero mille idee ripensando ad Anita, quando mi disse che se lo sarebbe spappolato per bene pensai questo mi farebbe sicuramente la festa, non ci volli pensare ed ebbe inizio la cena, tutto diverso dai nostri pranzi, si iniziò con l’insalata, un po’ di carne con salse e verdura, tutto qua il pranzo, prendemmo il dolce e il caffè sul bordo della piscina, la signora mi disse se vuoi puoi fare il bagno risposi domani mattini lo farò.

Si era fatto tardi, mi veniva sonno, quindi mi congedai, andando a dormire, nemmeno il tempo di spogliarmi mi addormentai, verso le due mi venne da fare pipì,
Avevo addosso un pigiama con pantaloncini corti, non indossavo l’intimo, di notte non lo metto mai tranne quei giorni particolari, aprii piano la porta e mi recai in bagno, entrata non trovai l’interruttore della luce, avevo troppo bisogno di svuotare la mia vescica che non stetti lì a cercarlo, chiusi la porta e notai che non vi era la chiave, (la mattina dopo ho scoperto che si poteva chiudere girando un pomello) la seduta e la fuoriuscita di pipì fu tutta una, era dalla mattina che non la facevo, successe una cosa, mentre stavo asciugandomi con della carta igienica si aprì la porta, io ero messa di lato, chinata leggermente in avanti, per asciugarmi bene la passerina, era JAN nudo come la mamma lo aveva fatto, in mano il suo cazzo moscio che si accingeva a fare pipì, si accorse solo mentre stava urinando della mia presenza, il mio sguardo si posò sul suo cazzo, moscio era di misure inverosimili, quello del prof, (se avete letto il mio precedente racconto) duro non raggiungeva la misura di questo moscio, lui accese la luce e vedendomi disse delle parole in francese capii che voleva scusarsi, quando vide che non toglievo lo sguardo dal suo cazzo mi fece cenno indicandomelo e, con la mano accennò a un ok, ridemmo e allungando una mano mi prese la mia e la posò sul cazzo, in un baleno mi sentii crescere dentro la mano quel bestione, mi si stava presentando una scena inimmaginabile, un cazzo di almeno 25 cm duro e grosso, pensate che racchiudendolo con la mano non lo stringevo del tutto e poi mettendo una mano sopra l’altra ne usciva ancora, presi segarlo, ma la paura di essere scoperti dalla moglie mi bloccava, lui cercò di dirmi che era tutto a posto, iniziai a segarlo non potevo crederci, non erano trascorse nemmeno 12 ore della mia permanenza in Francia che già mi trovavo in mano un cazzo francese, uno di quei che non si dimenticano tanto facilmente.

Prese a palparmi il seno, non vi era nemmeno l’ingombro del reggiseno, dopo un po’ mi fece cenno di seguirlo, entrammo nella mia camera e sfilatomi il pantaloncino, prese a leccarmi la fica, cercai di fargli capire che avevo appena svuotato la mia vescica, quindi vi erano ancora qualche traccia di urina, ma lui incurante si buttò a capo fitto tra le mie gambe e iniziò a leccarmi facendomi un bidè con la lingua, confrontando la sua leccata alle altre che avevo ricevuto erano un nulla lui sapeva davvero farci con la lingua, quando si accorse che ero vergine si alzò di colpo, avvicinò la sua bocca alla mia e mi diede un bacio, torno a leccarmi e questa volta lo sentivo molto gentile nei confronti della mia fighetta, un primo orgasmo stava per arrivare, iniziò a insistere sul clito, facendomi venire in un baleno.
Apparve sulla porta sua moglie il mio sangue si gelò, mi venne voglia di sprofondare, pensai ora succede un manicomio, invece lei si avvicino a lui dicendogli delle frasi che non riuscii a decifrare capii solo che lei ci stava, infatti, prese a leccare il cazzo del marito mentre lui ritornò a leccarmi la fica, pensai vuoi vedere che sono capitata in una famiglia di porcellini, dopo l’ennesimo orgasmo lui si alzo e fece notare alla donna che ero vergine, lei mi disse: mio marito non si aspettava di trovare ai giorni d’oggi una ragazza vergine, mi chiese se avevo avute delle storielle, e cercai di spiegarmi avevo avuto storie, ma ero riuscita a conservarmi la verginità, pur sacrificando qualcos’altro, cioè non ero più vergine dietro, lei mi sorrise, lo disse al marito, entrambi mi abbracciarono e ci baciammo, ti piace mio marito indicandomi il suo cazzo certo risposi, non ne avevo mai visto uno simile, lei mi propose di prenderlo in bocca insieme, lui si sdraiò sul letto e noi in ginocchio iniziammo a leccare quel meraviglioso cazzo.

Lei era capace d’ingoiarlo più metà, non capivo come poteva avvenire una cosa del genere, ci provavo, ma, oltre il glande non era possibile, mi sentivo soffocare, mentre lei lo imboccava, io presi a succhiare le palle, completamente depilate, il mio trattamento era di suo gradimento, insieme con le lingue leccammo in tutta la sua lunghezza quel meraviglioso palo.
Dopo un po’ lei si alzò e in un baleno se lo guidò dentro la fica, entrò senza un minimo di resistenza, non potevo crederci riusciva a prenderselo tutto, iniziò a cavalcare, il marito sdraiato chiese di mettermi con la fica sulla faccia mi voleva leccare mentre scopava la moglie, non me lo feci ripetere due volte, è un grande leccatore.
La moglie iniziò a godere, si dimenava come una matta, dopo un po’ la vidi alzarsi, prendere in mano quel bel cazzone e se lo infilò nel culo, rimasi allibita vedendo quella scena, altro che nella fica, entrò nel suo culo come un camion entra in galleria, senza prendere fiato se lo infilò tutto.
Con le mani si strizzavano i capezzoli, continuava a ripetere, ( qui, qui, qui ovvero in italiano sì, si ), quando fu all’apice del piacere, diventò rosso fuoco, non avevo mai visto godere una donna in quel modo, mi venne in mente la mia amica Anita lei quando raggiunge l’orgasmo si trasforma ma la signora Paula era tutta un’altra cosa.
Il marito era un duro, riusciva, nonostante la moglie se l’era scopato per quasi mezzora lui non veniva, dopo essersi ripresa mi disse vuoi provarlo anche tu, un po’ timorosa gli dissi ho paura che mi faccia male, non sono vergine ma un cazzo del genere non lo mai preso, lei mi rassicurò mi avrebbe preparato, uscì dalla camera e poco dopo la vidi tornare con una scatola, aprendola notai il contenuto, vi era un fallo di gomma e una scatola di crema, mi disse ora ti prepariamo insieme a mio marito, mi fecero mettere a pecorina, lei prese a spalmare la crema intorno al mio forellino, mentre il marito si mise sotto di me leccandomi la fica.
Sentii entrare un primo dito e lì era tutto normale, un secondo e poi un terzo, in quel momento iniziai a sentire dolore, lei rimase ferma con le tre dita nel mio culetto dicendomi rilassati, come potevo, avevo quel terremoto del marito che mi stava facendo impazzire con la lingua, ritornò a spingere le dita, sentivo il mio ano dilatarsi, mise dell’altra crema sulle dita e ancora tornò alla carica, pistonandomi il povero culetto.

Dopo un po’ il dolore non lo sentivo più, mi disse, mentre io ti preparo te lecca il cazzo a mio marito, nella posizione che ero, mi trovai subito in bocca quel bel palo, non potei fare almeno di assaporare tutti i vari umori, vaginali e anali, ebbi un po’ di titubanza, ma, mi lasciai andare e presi a leccare, mentre ero occupata con quel meraviglioso palo, sentii appoggiare al mio forellino il cazzo di gomma, unto di crema lubrificante iniziò ad aprirmi, sentivo il buchetto cedere all’invadente dildo, quel cazzo era abbastanza grosso, il mio ano si dilatava, mi bruciava un pochino, lei spingeva, entrava e usciva per diverso tempo, in quel modo ogni volta che entrava lo spingeva sempre di più, facendo così, in una manciata di minuti mi trovai nel culo quel cazzo finto, faceva abbastanza male, lei mi disse: rilassati fai come se devi eseguire quel bisognino, a me veniva davvero voglia di andare in bagno, lei lo capì, sfilato il cazzo dal mio culetto, mi afferrò per mano e mi portò in bagno dicendomi, svuotata tutto l’intestino.
la vergogna mi arrivò alla cima dei capelli, non mi ero accorta che sfilando il cazzo finto si era sporcato di cac…, lei mi tranquillizzo dicendomi, è tutto normale anche a me succedeva, uscendo mi disse, ti aspetto fuori, e in un baleno svuotai il mio intestino, finito uscendo lei era fuori ad aspettarmi, stringendomi la mano, mi condusse nell’altro bagno, entrata nella doccia prese a lavarmi, non avendo il bidè con il braccio mobile della doccia mi lavò tra le gambe, come se fossi una bambina, finito mi disse tutto apposto, ritornammo in camera, il marito si teneva in forma menandosi il cazzone.
Ripresi la posizione della pecorina, lei ritornò a ungermi con la crema, e subito dopo mi infilò quel dildo, entrò con un po’ di difficoltà, notai che il marito si cospargeva il membro con la crema, il cazzo finto si era adattato bene al mio ano, dopo un po’ di movimento avanti e indietro mi disse ora poggia la testa sul letto e alza bene il culetto, con le mani prenditelo e allargalo il più possibile, mise ancora della crema e fece spazio al marito, lui delicatamente poggiò il cazzo sul mio forellino e iniziò lentamente a spingerlo, quando me lo poggiò ebbi un brivido di freddo, un attimo di esitazione, mi irrigidii tutta, lei mi disse rilassati, altrimenti sentirai dolore, cercai di eseguire i suoi consigli, lei con una mano mi sgrillettava il clito, per distrarmi, sentii entrare quel palo, accusai dolore misto bruciore, sentii come uno strappo, pensai o cavolo ora mi ha rotto davvero.

lei mi disse: tranquilla è tutto apposto, spinse ancora un po’ ed entrò ancora, mi bruciava, il dolore era tanto, mi spinsi in avanti sfilandomi quel poco di cazzo che tenevo dentro, lei mi disse aspettiamo un attimo dai fai passare il dolore, nel frattempo iniziò a baciarmi e palparmi le tette, poco dopo mi chiese come andavo, tutto ok dissi, dentro di me avevo voglia di prendere quel bel cazzo nel culo, non potevo rinunciare a una favolosa occasione, ritornai a pecorina, decisa di andare fino in fondo, loro videro la mia sicurezza, e dopo avermi cosparsa di nuovo la crema, prese in mano il cazzo finto e me lo infilò, dopo poco chiamò il marito sussurrandogli delle frasi in francese che non capii, ma, sicuramente gli disse come tolgo il cazzo finto tu mettiti pronto a infilare il tuo, non mi ero sbagliata, mi trovai infilato il glande nel culetto, con mio piacimento potei avvertire che non accusai quel forte dolore iniziale, che avevo subito prima, lui stette fermi lì immobile, dopo senti il muscolo dell’ano allentare la morsa al cazzo, spinse ancora, me lo infilò quasi la metà, sentivo bruciarmi, ma era un dolore che poteva essere contenuto, Paula mi disse hai visto, ti è entrato quasi tutto, sei stata brava, da qui in avanti non puoi fare almeno di provare piacere, prese a muoversi, sentendo ancora un leggero dolorino.
il piacere iniziava a percorrermi su tutto il corpo, lei mi leccava la fica e lui prese il ritmo, non riuscivo a crederci, avevo infilato nel mio culo quel cazzo enorme, ormai ero partita, guardando in direzione dello specchio vedevo quel bastone entrarmi tutto dentro, un po’ la gioia di prendere quel cazzo, un po’ il gioco di lingua della signora, iniziai a godere come una matta, il dolore era passato del tutto, ora era piacere, anche loro non riuscivano a crederci, un primo orgasmo mi arrivò fino al cervello.
Cambiammo posizione, volli impalarmi io sul quel meraviglioso cazzo, mi entrò abbastanza facilmente, sentii un leggero dolore ma passò subito, la donna mi baciò, le nostre lingue si intrecciarono, un altro orgasmo arrivò e mi lasciò senza fiato, orami ero stremata, quel cazzo entrava e usciva dal mio culetto, la donna mi chiese se andava tutto bene altro che risposi, poco dopo le gambe non mi reggevano più, mi alzai e insieme prendemmo a leccare quel cazzo, era giunto il momento di farlo godere, ci volle parecchio tempo, avevo la mascella indolenzita, ancora qualche colpo e iniziò a eruttare sperma, lei cercò di ingoiarla, si accorse che io ero un po’ timorosa nell’imitarla, me la passai in faccia tra le tette, ma nonostante un piacere immenso non la potei mandare giù.

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