Mia moglie su internet

“Chi è che non ha il doppio telefonino tra i fedifraghi” mi ero domandato una volta, mentre mi gustavo la vista del culo della commessa del negozio di telefonia.

Quella volta non comprai il telefono nuovo, ma una macchina digitale.

Decisi che avrei fissato nella memoria digitale tutte le belle fighe che mi fossero capitate sotto tiro.

Appena fuori dal centro commerciale, vidi una signora di spalle che si inchinava per le buste, mostrando le belle cosce tornite ed abbronzate, piedi calzati col tacco alto. Vestitino grigio molto sexy. CLIC.

Vidi dei bellissimi piedi dentro a degli zoccoli in legno. CLIC.

Un seno generoso dentro una canotta nera. CLIC

Un perizoma rosa che spuntava fuori dai panta di una ciclista. CLIC.

In breve tempo insomma collezionai circa 500 foto, con le quali, quando mia moglie era assente, mi facevo delle belle seghe con sborrata dentro le calze velate della mia signora.

Un giorno in ufficio mi si presentò l’occasione di fotografare una cliente molto arrapate, scarpe rosse, calze nere, gonna e maglia rosse e nere.

Aprii la borsa, ma la macchina non c’era…L’avevo dimenticata a casa! “Cazzo! Spero solo di non averla lasciata in vista…”

Mia moglie nel frattempo aveva sentito un’oggetto pesante dentro il cesto della biancheria sporca, in mezzo alle sue mutandine e calze. Aveva appena trovato la macchina.

Vide tutte le foto che avevo fatto sino a quel momento.

Decise di farmi un bello scherzo…

Andò al computer ed apri’ delle foto su internet. Le scaricò sulla memoria della macchina, e si masturbò con le mutandine bianche ancora indosso mettendo i piedi sulla scrivania e sditalinandosi per bene la figa pelosa da sotto i collant neri. Si leccò le labbra quando ebbe l’orgasmo.

Spense tutto e rimise la macchina dove l’aveva trovata.

Al mio rientro cercai subito la macchina, visto che mia moglie non sapeva niente.

“Eccola, meno male che non se n’è accorta, cazzo!”

Settimane dopo, e 400 foto in saccoccia, decisi di rivederle per bene tutte.

Erano quasi 1000 foto, ma avevo tempo, ero da solo in casa e mia moglie sarebbe tornata come minimo dopo 2 ore. Doveva andare dall’estetista quella sera. Mancava dalle 15.00, ed ora erano le 16.30.

Bene.

Ero gia sul letto, nudo, la porta della camera socchiusa, e mi gustavo le foto con l’uccello in mano.

Le foto migliori le sottolineavo con uno sputo sulla cappella e mi sdraiavo per un po’ a farmi una sega ad occhi chiusi.

Giunto intorno a 600, la foto era di una signora che sedeva in un bar, e si vedevano le mutandine rosa trasparenti tra le gambe aperte. Che bello vedere senza essere osservati, pensai…e giù a masturbarmi a mille!

Andai avanti e vidi una foto porno: due cazzi che riempivano ano e vagina di una tipa di cui non si vedeva il volto. Sotto c’era una scritta

“che foto è mai questa” mi domandai perplesso, non ricordando di averla mai fatta, ovviamente.

Andai avanti, e le scene ora erano di lei che, sul fianco sinistro, succhiava un randello enorme, ma nel frattempo un altro cazzo la violava nel culo. Il volto della protagonista non si vedeva.

Aveva le calze mal messe, con diverse pieghe. Le scarpe bellissime le calzavano i piedini, e si intravedevano le dita sotto il velo scuro. Mi eccitai da morire.

La sega continuava e stavo per venire.

Mia moglie rientrava proprio in quel momento, e capendo che ero in casa, andò verso la camera e mi spiò.

Alla foto successiva, la signora era seduta su un maschio, penetrata in vagina, e spompinava un altro signore.

Mia moglie da dietro la porta si mise una mano nelle mutandine, sollevò il piede destro e lo mise dietro il polpaccio sinistro, era eccitata da morire a sapere quello che stavo per scoprire, e che lei sapeva benissimo…

Si accovacciò ed inizio a farsi un ditale, lento e circolare.

Ingrandii la foto, e vidi proprio mia moglie che succhiava un cazzo turgido guardando l’obbiettivo, e la foto successiva le colava lo sperma di due cazzi dalla lingua, lei ad occhi chiusi, lussuriosa e sorridente come non l’avevo mai vista. Era veramente oscena ed invitante.

Ebbi un’orgasmo violento, con schizzi potenti, e le sborrai le mutandine che avevo usato per annusarle. Mentre venivo la chiamavo per nome, chiamandola troia.

Mia moglie si sciolse in una goduria peccaminosa sentendomi parlare cosi’, e mai aveva avuto il coraggio di confessare che le sarebbe piaciuto sentirsi dire troia. Era fradicia di sudore, ansimante.

Io mi addormentati quasi subito, stremato dalla stanchezza e dalle oscenità che avevo visto fare dalla mia mogliettina riservata e timida…

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